giovedì 18 giugno 2015

ALFANO NON COMMISSARIA ROMA PERCHE' PERDEREBBE MARCHINI...




di Cesarino Giulio
Arrestati, indagati, concussi e discussi, il Campidoglio sembra la succursale di un braccio di Regina Coeli, nei dipartimenti comunali girano più Ros che dipendenti e le microspie in via delle Vergini stanno traslocando nella nuova sede di via del Tritone. 
Di fronte alla drammatica escalation di ammanettati che somiglia agli indianini di Agatha Christies – chi sarà il prossimo? - e alla faccia dell’ultima delibera di consiglio sui residui di bilancio passata tra assenteisti e astenuti della maggioranza, c’è comunque chi resiste e non cede. 
Non arretra e non cade. 
‘Barbinomarino’ non ci pensa proprio a lasciare il suo scranno. Magnifica di aver fatto pulizia ma almeno una “decina” di “stelle” tra i suoi figuri più fidati, di cui uno spostato di ruolo prima che arrivasse l’ondata di dicembre, compaiono pesantemente nei verbali al vaglio della magistratura. E’ la 'sindacografia' di un uomo ritrovatosi comandante ma incapace a comandare, a sinistra e a destro conosciuto come il marziano e al popolo di Roma come il sindaco più pazzo del mondo.  
Incline al viaggio – passa più tempo in America che in Campidoglio – si dimentica della meta, pedonalizza a buffo, si vanta di scegliere manager attraverso curricula e riesce a nominare persone indagate  o senza requisiti. 
Sega lo stipendio a 24mila dipendenti e decide che i romani che vorranno prendere il caffè con la cremetta all’Estauchio dovranno pagare il pedaggio. 
Accerchiato e congelato, rimane in piedi mentre la Capitale sprofonda. 
Ieri cabinato con tanto di regia per la gestione della città e oggi commissariato sul Giubileo è fin dal suo insediamento una linea telefonica morta con modalità ricevente. 
Rutelli, Veltroni e Alemanno si sarebbero dimessi da un pezzo ma lui no, non ha gerarchie a cui rispondere o vassallaggi da difendere, è un uomo di apparato ma non di budello e quello che accade nel ventre dei circoli piddini e nelle lotte fratricide tra correnti sinistrorse, le stesse che oggi sono state spezzate e spazzate via dall’inchiesta Mafia Capitale, 'je rimbarza'. 
Ora, in un Comune dove gli unici rimasti a piede libero sono Giulio Cesare nell’Aula Senatoria e Marc’Aurelio in piazza del Campidoglio, Marino non ha molte chance. 
Fatto salvo che l’Amministrazione comunale molto difficilmente sarà sciolta per infiltrazioni mafiose, e non tanto perché non ci sono gli estremi ma soprattutto perché tale decisione implicherebbe la non ricandidabilità per 5 anni di tutti gli eletti di tutti gli schieramenti politici – decreto legislativo 18 agosto 2000, art 143 (modificato dalla legge 94 del 2009). 
Ed attualmente fra quegli eletti risulta anche il potenziale candidato su cui Fi, Ncd e rimasugli vari puntano a mettere cappello e su cui il grande retroscenista di lotta e di governo da ex Pdl si sta giocando l’ultima goccia di credibilità su Roma. 
Ritrovarsi quindi fuorigioco il coniglio dal cilindro sarebbe un bel problema non solo per quel pezzo di centrodestra in cerca di leader ma anche per la grande economia romana oggi alla canna del gas. Pertanto, la lepre deve correre.  
Il Cara di Mineo è una bomba ad orologeria che se esplode davvero lascerebbe morti e feriti, far dimettere quindi Marino farebbe da apripista alle elezioni del 2016 sul nazionale, una scadenza per Renzi quasi irrinunciabile visti i pessimi risultati delle regionali. Ma fin qui, tutto sommato, siamo ancora nell’alveo delle ipotesi da exit strategy, mentre una strada concreta percorribile che porta dritta dritta alle dimissioni dell''imbullonato' è sicuramente la sfiducia da parte della maggioranza. 
In Campidoglio tira brutta aria, gira voce di una una terza ondata e in tanti, da tempo, sobillano che stavolta riguarderebbe il vicesindaco. A quel punto per i consiglieri Sel e per più di qualcuno del Pd si concretizzerebbe un’occasione ghiotta per mandare a casa Marino, sfiduciandolo, e rimanere così intonsi e pronti per un altro giro.

martedì 16 giugno 2015

MIGRANTI, FERROVIE DELLO STATO S'ACCOLLA IL 'TRENO' DELLA SOLIDARIETA'





Ci sembra di ricordare che le Ferrovie dello Stato 
si occupino  di treni. 
Certo, potrebbe farlo molto meglio. Ma il suo, diciamo così…’core business’ è quello:  trasportare  decine di migliaia di persone ogni giorno in giro per l’Italia e per l’Europa. A volte capita che i treni siano in ritardo, che le vetture siano vecchie, talvolta sporche. Ma insomma,  il suo lavoro è quello. E allora non si capisce perché, nella totale e colpevole assenza delle istituzioni,  da oltre una settimana le Ferrovie dello Stato stiano gestendo la fase acuta dell’emergenza, dando  assistenza ai migranti che vivono, mangiano e pernottano nelle sue stazioni. Mentre il Governo  volta lo sguardo dall’altra parte, Fs assume  assume il  ruolo di dispensatore umanitario di assistenza, logicistica, e vettovagliamento, igiene personale e igienizzazione dei luoghi. Attenzione: non vorremmo ora scatenare l’impietosa rabbia dei pendolari, sempre incazzati per la qualità dei loro viaggi ma ci piacerebbe invece  far scattare un moto quanto meno di stupore  e, volendo -perché no - anche di umana partecipazione a questa gara di solidarietà che l'azienda sta mettendo in campo rispondendo a quello che nei Paesi anglosassoni si chiama CSR, l'acronimo che sta per Corporate Social Responsability. 
Traduzione per i nostri governanti non anglofoni e ignari delle tendenze sociali mondiali: Csr significa responsabilità sociale d'impresa. 



A Roma, Fs ha messo  a disposizione il piazzale antistante per tutte le pietose esigenze del caso. A Firenze la stessa cosa. A Milano ha fatto anche di più: già da novembre, si apprende, aveva inviato al sindaco Pisapia l’offerta in comodato d’uso di locali presso la stazione Centrale da destinare proprio all’emergenza umanitaria. Da novembre, sì, avete capito bene, ben sette mesi fa. Dalla giunta, ci riferiscono fonti del Comune, nessuna risposta. Ma proprio  niente.  Sì perché l’emergenza migrazioni ovviamente non era previdibile né prevista…Ma chissà perché Fs invece, come una Cassandra, l’aveva preventivata e prevenuta.  Il sindaco Pisapia, eletto nelle file di quel partito che fa dell’umanitarismo e dell’internazionalismo apolide e nomade il suo cavallo di battaglia (o forse di Troia), ha chiarito: “Più di così Milano non può fare. Basta profughi”. In effetti basta. Tanto se ne occupa Fs…E se ne occupa anche la Croce Rossa. Avete capito bene, la Croce Rossa quell’istituzione benemerita che Renzi  sta chiudendo d'imperio sordo a qualsiasi appello. E il governo che fa? Nonostante la  mobilitazione umanitaria di Ferrovie, l'esecutivo Renzi non ha neppure pensato di convocare un tavolo di lavoro, una task force, un incontro, un appuntamento telefonico con i vertici dell’azienda. Né il ministro dell’Interno Alfano, né quello del Welfare Poletti, né il ministro dei Trasporti Delrio, né il ministro Padoan, né il ministro della Salute.  Hanno perso tutti il treno. Vanno in auto blu. 




mercoledì 22 aprile 2015

MARINO SEMPLICEMENTE IGNORA CHE...

"Appena mi sono insediato il Colosseo era nero fumo, era la più grande e anche la più antica rotonda spartitraffico del nostro pianeta. Abbiamo chiuso il traffico privato attorno al Colosseo, pedonalizzato aree storiche come piazza di Spagna e via del Babuino. Insomma, tra le automobili e monumenti simbolo dell'umanità noi abbiamo scelto la storia". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Ignazio Marino qualche giorno fa. 
Qualcuno tra i suoi superconsulenti lo avvisi: la più grande rotonda mondiale è quella all'Arco di Trionfo a Parigi, che funziona benissimo.
Piazza di Spagna non l'ha pedonalizzata lui e comunque è sempre aperta alle auto blu e agli ambulanti abusivi.
Via del Babuino è esattamente come prima, le auto ci passano, solo che hanno allargato i marciapiedi.
Infine, è appena il caso di ricordare, che la ztl del centro storico la inventarono gli antichi romani, che non facevano passare i carri, non certo la sinistra..

MIGRANTI: NELLE MANI DI UNO CON QUESTA FACCIA QUI





Renzi oggi in Parlamento, e venerdì scorso in conferenza stampa congiunta con Obama per rispondere a domande (si fa per dire, ovviamente) anche sul problema degli sbarchi in Italia. 
Sulla più grande tragedia del Mediterraneo e continuiamo ad ascoltare le sue dichiarazioni e a leggere le sue parole riportate dalle agenzie di stampa. 
Ebbene, a parte le critiche rivolte a chi legittimamente pretende una risposta del Governo sulla materia, tanto per finirla di contare i morti giorno dopo giorno, ancora non abbiamo capito quali interventi abbia in mente il nostro premier per risolvere la questione.Col vuoto delle parole è il numero uno, questo sì. Ma, nel concreto, a parte rimandare le critiche al mittente e a prendere l’Europa come capro espiatorio, come se esistesse un’Europa (al netto della burocrazia finanziaria), il nostro presidente del Consiglio cosa intende fare – ora e subito – per mettere un freno alle tragedie umane?  Nessuno lo sa.
Il problema è che non lo sa soprattutto lui.

venerdì 17 aprile 2015

IL SENSO DI PADOAN PER IL MARKETING

 


In America c’è un detto per capire e descrivere una persona: comprereste un’auto usata da quel tizio?
Bene, questo sistema pratico e semplice è stato sicuramente applicato al nostro ministro Padoan.
L’uomo, proprietario di una faccia sulla quale appare disegnato l’arrivo, e il relativo terrore, di un disastro imminente, è volato a New York propagandando l’Italia come il Paese delle opportunità.

Proprio così, mica è uno scherzo. Basti leggere gli articoli dei lapdog dell’informazione.

Spleen a parte (stiamo usando un eufemismo, ovviamente), è chiaro che il senso di Padoan per il marketing è uguale o inferiore a zero. Qualcuno dovrebbe infatti avvertirlo che lo Stato di New York, dove la capitale è Albany, ma la città più rappresentativa è ovviamente la Grande Mela, ha stabilito l’eliminazione di ogni forma di tassazione per le imprese, locali ed estere, che investiranno entro i suoi confini nei prossimi dieci anni.
Capito che roba?
Fisco zero per dieci anni.
E non parliamo del Botswana, ma di New York.

E tu, Padoan, con quella faccia, che fai?
Vai proprio a New York a proporre come Paese delle opportunità una nazione, la nostra, dove il livello impositivo supera il 50% e dove non c’è un ritorno in servizi, ma in crolli?

Cioè, tu paghi le tasse dissanguandoti, e il Governo ti ripaga mettendo a rischio la tua vita e
quella dei tuoi figli che vanno a scuola.
Poi, sempre il Governo, manda il responsabile dell’Economia e delle Finanze a far divertire gli americani con discorsetti deliranti.   

Ecco, mettiamo Padoan a fare il ministro e a lanciarsi in azione di marketing territoriale, vedi come usciremo dalla crisi.

Poveri noi.

giovedì 16 aprile 2015

AUMMA AUMMA, RENZI FINANZIA L'ANTIBANCA MONDIALE CON I SOLDI NOSTRI




Il ministero delle Finanze cinese ha comunicato l'elenco dei Paesi accettati come soci fondatori dell'Asian infrastructure investment bank (Aiib), la gigantesca banca per lo sviluppo creata in contrapposizione alla Banca mondiale, al Fondo monetario internazionale e all’Asian Development Bank (istituita da Usa e Giappone).
 
Gli stati ammessi sono 57. Fra questi, assieme a Russia, India, Pakistan, Iran, Emirati Arabi Uniti, c'è anche l'Italia. E pure Inghilterra, Francia e Germania. La notizia è di quelle deflagranti. Lo capirebbe addirittura un nostro parlamentare peone. 

Eppure da Renzi nemmeno un tweet. E nulla dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Non conosciamo neppure i costi dell'operazione. Silenzio assoluto dai lapdog dei grandi canali di informazione. Chissà perché.

mercoledì 18 marzo 2015

SCINTILLE (E NON SOLO) TRA DI PIETRO E SILVANA MURA

 
 
Tutti gli amori finiscono...figuriamoci gli amori politici.
Ed è quello che e' accaduto tra Antonio Di Pietro e Silvana Mura.
Un idillio il loro nato e rafforzato nell'Italia dei Valori,
di cui lei, la bella Silvana era tesoriera.
Nella scorsa legislatura, chi non ricorda i suoi begli occhioni blu adoranti verso il grande capo che con voce trinutonante e prossemica ducesca inquisiva, accusava Berlusconi esordendo sempre e comunque con il refrain: "Signor presidente del consiglio che non c'e'"- ora peraltro adottato con la stessa insistenza dal capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta nei confronti di Renzi, che alla Camera e' piu' assenteista di Berlusconi.
Ogni volta che l'ex magistrato dispiegava in aula le sue arti oratorie, condite dal tipico linguaggio da gentiluomo di campagna...lei era lì sempre al suo fianco sorridente e ammiccante, in estasi mistica...
Certo e' difficile oggi mantere la stessa estasi
per un capo ormai diventato a tempo pieno coltivatore diretto alle prese con il trattore e l'aratro...
La politica, si sa crea dipendenza, e chi è entrato alla Camera (dei deputati...) molto difficilmente riesce superare lo status di trombato o trombata e non sentire malinconia per un ruolo che ora non c'e' piu'.
Per rivendire i vecchi fasti e pasti..., Silvana ha trovato un nuova entrance-strategy
e una nuova infatuazione sempre politica.
Ieri era Di Pietro, oggi è Corrado Passera.
Nei giorni scorsi, Silvana  si e' armata di forza e coraggio
e  ha comunicato a Tonino il suo addio.
Sembra la reazione non sia stata tanto tranquilla.
Qualcuno ha sentito volare parole (e non solo quelle) piuttosto grosse.
Strilli, urla, oggetti che saettavano nell'ufficio nel classico del ruvido molisano.
Ma questa volta Di Pietro pare abbia un po' esagerato.
Mura e' uscita con un nasino piuttosto ammaccato, tanto che il suo fiuto politico potrebbe essere compromesso per sempre.

mercoledì 4 febbraio 2015

QUIRINALE, PIANO PIANO...E INOSSERVATO L'ARCHISTAR SENATORE A VITA DISERTA LE VOTAZIONI







L'archistar Renzo Piano, senatore a vita nominato dall'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 30 agosto 2013, non ha partecipato a 3 delle 4 votazioni 
per l'elezione del nuovo Capo dello Stato. 
Ha presenziato soltanto alla prima seduta, ma durante le successive era in missione istituzionale. Formalmente assente giustificato. 
Come lui, Carlo Rubbia, l'altro senatore a vita designato da Napolitano sempre nell'agosto 2013. 
Il fisico, premio Nobel nel 1984, ha mostrato però maggiore senso delle istituzioni perché si è assentato 'solo' alla seconda e alla terza votazione, anche lui per 'missione istituzionale'. 
Certo, per entrambi quale missione è più istituzionale che non l'elezione del Capo dello Stato? 
Ma così è stato, sia l'archistar sia il fisico 
avevano altro da fare. 
Possiamo immaginare quale siano stati gli impegni improrogabili dell'archistar, sempre in giro per il mondo a vigilare sui suoi cantieri dalle parcelle ultramilionarie. 
Mentre il fisico, sempre con gli occhi a scrutare la galassia, sarà sicuramente stato impegnato in una missione su Marte... 


Del resto, nel bailamme delle votazioni e con l'atmosfera surriscaldata da tiri mancini, franchi tiratori, transfughi e naufraghi, rotture di patti, minacce e sbracamenti, la notizia è passata inosservata. 
Gli occhi dei media erano tutti puntati sulle mosse del trio Renzi-Alfano-Berlusconi. 
Ma spulciando sul resoconto delle sedute, visibile su www.parlamento.it ( linka qui )è possibile verificare le votazioni a cui l'archistar e il fisico hanno preso parte. 
Si saranno chiesti: "Mi si nota di più se vado o se non vado?".
In realtà nessuno se n'è accorto. Ma essendo senatori a vita nominati secondo l'articolo 59  della Costituzione "per meriti che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario"  avrebbero dovuto essere presenti, almeno per rispetto a colui che li aveva designati e che ha tanto lavorato per la felice conclusione dell'elezione di Mattarella. 

Del resto, stare alla Camera per neppure intascare il gettone di presenza, insomma...
Noooo, non è da professionisti del loro calibro.
 




venerdì 23 gennaio 2015

PANICO NEI WC DI MONTECITORIO, LA CARTA IGIENICA NON S'ACCHIAPPA...

Le sale wc della Camera dei deputati sono ormai un campo di battaglia.
Carta igienica ovunque, brandelli nel bagno degli uomini, frammenti in quelli delle donne.
Il motivo? 
Non pensiamo sia legato alla disperazione dei deputati frondisti del Pd e di Forza Italia,   che per asciugarsi le lacrime o sturarsi il naso, utilizzano la soffice carta igienica, quanto piuttosto a un cambio di appalto deciso dalla segreteria generale della Camera.
Il nuovo carico di toilette paper, quello che per intendersi non viene usato per asciugarsi le mani ma per detergere là dove...non batte il sole, è assolutamente di scarsa qualità.
La carta, infatti, è talmente sottile che s'attacca al rotolone e si fa fatica a tirarla fuori. 
Il risultato?
Prima di poter staccare il foglio di carta velina dalla 'madre' si deve necessariamente far rotolare il cilindro, e anche quando si riesce ad afferrare un lembo di carta, 
ecco che si sfilaccia in mille pezzi con il rischio di perdere l'equilibrio, di spostare il baricentro dal wc con pericolosi lasciti fisiologici sul pavimento. 
Non è una bella cosa...
Eppure, accade anche questo...
Non a caso, le signore addette alla
pulizia hanno appoggiato un rotolo in bella vista su uno scaffale senza inserirlo nel distributore.
Tutto per evitare ai deputati il rischio di darla vinta a 
Rino Formica:
"La politica è sangue e merda".

CAMERA DEI DEPUTATI COME IL TEATRO DELL'ASSURDO

 
 
 
Questo, rassegnamoci, è un Parlamento Costituente.
Come quello dei nostri Padri che,  quasi 70 anni fa con un'apposita Assemblea suddivisa in commissioni e sotto commissioni della durata di oltre due anni (1946-1948), scrissero una Carta durata bene o male fino a oggi.

Ma chi sono i neo-padri di oggi che apporranno (o non apporranno) le loro firme o che partecipano alla stesura della  madre-matrigna di tutte le leggi d'Italia?
 
Con un icastico esempio oratorio di questi giorni, ecco chi sono...
 
Stefano Allasia: Signor Presidente, indubbiamente sul processo verbale, mi scuso direttamente con lei come Presidenza perché ieri mi ha interrotto violentemente su un argomento con il quale stavo entrando nel merito dell'emendamento stesso.
Ma la mia richiesta sul processo verbale è la seguente: essendo stato io richiamato ieri più di sette volte dai diversi Presidenti di turno, avrei intenzione di capacitarmi delle motivazioni.
Infatti, in momenti storici diversi, in aula sono stato espulso per molto meno.
E, soprattutto, mi interrogo sulla successiva situazione che è avvenuta con la Presidente Boldrini in cui chiedeva di prendere Caon: io l'ho tenuto tutta la notte con me e l'ho riportato in aula ma adesso cosa ne faccio?
Perciò sarebbe da valutare in ufficio di presidenza questa situazione un po' anomala.
(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie)


venerdì 16 gennaio 2015

CHE PALLE! ALEMANNO CI RIPROVA...DESTRISOCIALI AL CINEMA ADRIANO


 
 
di Er Malanno
 
E insomma, qui pare proprio che ci voglia un nuovo inizio
(anzi, #UnNuovoInizio, che fa più mitomodernista).
“Riaggregare la Destra [maiuscolo, e pure con la Mascella volitiva]
in una nuova Alleanza bla bla bla”, scrive in bianco su rosso, e in nero su bianco in omaggio alla Tradizione (maiuscola pure quella).
L’ora delle grandi decisioni è segnata in calendario:
le 10.30, di un 8 febbraio qualunque.
Poi magari un po’ si vergogna, e allora il gran capo Gianni, già Lupomanno,
ora semplicemente Aledanno,
manda avanti la moglie Isabella a moderarla,
questa fantasmagorica Assemblea aperta.
Ma comunque, un nuovo inizio è proprio quello che ci vuole:
Destrosociali di tutto il mondo, unitevi!
Per fare cosa?
Cheppalle, sempre a rompere su questi dettagli!
Quel che conta è la Comunità,
l’Unità dell’area,
l’Idea:
che diamine!
E uno legge, rilegge, pensa e ripensa…
Fino a quando, mio Dio?
Certo, giannialemannescamente parlando, è sempre ora di un nuovo inizio.
 Sempre un turbinio di idee,
trionfo delle volontà,
cuori oltre le siepi:
avanti, avanti!
Perché c’è l’Ideale,
i Grandi Valori,
la Tradizione,
la Patria.
Tutta roba di maiuscola importanza, da difendere sempre.
Trapassato sui Colli fatali, dai saluti romani sulle scalinate in Campidoglio al mesto tramonto di un fallimento annunciato (senza bisogno di scomodare la storiaccia di Mafia Capitale, in cui l’Alemanno si è trovano invischiato forse suo malgrado),
il Destro-sociale si agita, si muove, organizza assemblee aperte quando meno te l’aspetti (che poi uno si preoccupa della ressa, degli spintoni per entrare, delle milizie comunitariste desiderose di dire, di ascoltare, di sognare ancora),
cerca di capire come fare, sempre fedele all’imperativo di una vita:
prima si costruisce una grande corrente,
poi si cerca pure di capire in quale partito ficcarcela dentro.
E si lascia andare ai vecchi difetti,
pronto ad incitare folle striminzite
ma sempre cazzute,
a vergare ennesimi documenti programmatici che un tempo fingevano di leggere
ma oggi neppure quello.
E a lisciare il pelo a qualche gruppo di pressione, meglio se castale,
anzi:
Corporativo
(maiuscolo, che fa bene al cuore nel richiamo mistico ai Bei Tempi quando c’era Lui).
Era salito al Campidoglio in un tripudio di taxisti.
Entrerà al Cinema Adriano (sede dell’Assemblea aperta) dopo aver difeso l’indifendibile Capodanno a spasso dei vigili romani.
Un nuovo inizio è alle porte!
Chiudetele...
 
(certo, che delusione l'anglicismo 'Save the date'... ndc- Nota delle Cicaline) 
 
 
leggi La chiamata alle armi (l'articolessa di Ale)

 

venerdì 19 dicembre 2014

IL GIORNALE...PASSO DOPO PASSO LE SPESE ALLEGRE DI RENZI

 
 
Sul Giornale  il pezzo di Pier Francesco Borgia sulle spese allegre di Renzi, di cui abbiamo parlato ieri.
Ps. Grazie per le citazioni...
 
 

giovedì 18 dicembre 2014

PASSO DOPO PASSO... SPESI 130MILA EURO PER LE SLIDES DI RENZI

 
 
Passo dopo Passo l'Italia cambia verso.
Non per il momento perché a spendere i soldi pubblici il governo Renzi è uguale a tutti gli altri.
La campagna di comunicazione lanciata dal premier #passodopopasso
non è il frutto geniale di quel bischero e della sua équipe di comunicatori, ma è il
prodotto realizzato da una società esterna, la Kapusons srl, che ha intascato ben 136mila euro.
Il ministero è sempre quello di Maria Elena Boschi, che ha evidentemente, le manine un po' bucate.
Abbiamo già parlato di quel bando di 75mila euro per lo studio sui sistemi elettorali comparati e forme di governo (Leggi).
Be' ad aggiudicarselo è stata la facoltà di Scienze Politiche 'La Sapienza'.
Insomma, il Governo dà i soldi alle università pubbliche per sostenere tante belle cose, ma quelle brutte tipo baronie, sprechi e fannulloni. E poi dà i soldi sempre alle università per fare ricerche assolutamente inutili visto che esistono studi realizzati da Camera e Senato a costo zero. Il bello, o il brutto, è che la facoltà dovrà attingere proprio a quegli studi per aggiornare il lavoro. Insomma, sarà tutto un copia-incolla.
E dire che il governo Letta era molto parco in queste cose.
Le iniziative di comunicazione sui 100 giorni, sugli incentivi eco bonus, sul lavoro, sono state realizzate tutte in house senza cioè spendere un becco di un quattrino.
 
 
 

martedì 16 dicembre 2014

RAMPELLI FA PAURA? OGNI VOLTA CHE SI 'MUOVE' ARRIVANO COMMESSI ENERGUMENI...



Sono arrivati quasi alle mani, ma le minacce, gli strilli, gli improperi,  ci sono stati tutti. L'arrivo dei commessi opportunamente schierati tra i due ha evitato il peggio.
La scena, in Traslatlantico,  tra il capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli e il deputato Adriano Zaccagnini.
Rampelli era intervenuto per sedare la lite tra il collega Ignazio La Russa e il deputato Walter Rizzetto del M5S che stava difendendo il deputato pentastellato Tommaso Curro' che in aula aveva annunciato il suo voto favorevole alla relazione di Renzi e il suo passaggio nelle file della maggioranza.
Ma durante il tentativo di portare la calma tra La Russa e Rizzetto si e' intromesso Zaccagnini, a sua volta transfuga grillino in Sel, che in difesa di Curro' e di Rizzetto ha inveito contro Rampelli, il cui fisico da nuotatore suscita sempre qualche preoccupazione durante i fronteggiamenti:
"Pensa a Carminati" tuona Zaccagnini, alto ma piuttosto esile,  a Rampelli.  
Alquanto alterato, il capogruppo di Fdi-An, a sua volta spalleggiato da La Russa che provava inutilmente a portare la calma tra animi ormai rissosi, risponde a squarciagola:
"Ma come ti permetti, -ha apostrofato paonazzo in volto- Tu pensa Buzzi! Bello mio stai calmo! Tutto e' nato dalle cooperative rosse e voi ce stavate a magna'".
I due, pericolosamente vicini, si stavano fronteggiando.
Soltanto l'arrivo dei commessi, peraltro quelli di altissima statura, e' riuscito a evitare il peggio.
Rampelli si calma ma una domanda alla fine se la pone:
"Chissà perché so' arrivati quelli più grossi"...

lunedì 15 dicembre 2014

LA MIN. BOSCHI NON SA NIENTE DI SISTEMI ELETTORALI: SI AFFIDA A UNA RICERCA DA 75MILA EURO



La bella e brava Maria Elena Boschi,
ministro dei Rapporti con il Parlamento e delle Riforme, ebbe modo di indispettire i costituzionalisti quando a suo tempo li insolentì chiamandoli "professoroni".
Oggi, piuttosto che rivolgersi a loro, preferisce 'regalare'  75mila euro per la 'fornitura di una ricerca comparata in materia di ordinamento di alcuni paesi europei ed extra-europei in materia di sistema elettorale, forma di governo e forma di stato'.
E dire che ci sono fior fiore di studi, approfondimenti anche a costo zero realizzati dalla Camera e dal Senato, con tanto di audizioni resocontate, dossier e link sui sistemi europei ed extraeuropei.
Invece no: meglio commissionare una bella ricerca esterna perché, si legge sull'avviso,
"Il percorso di riforme istituzionali che caratterizza la XVII legislatura richiede un’analisi approfondita dei meccanismi costituzionali - e degli istituti disciplinabili con legge ordinaria - di razionalizzazione e di bilanciamento della forma di governo parlamentare, in un quadro di ampio rinnovamento istituzionale".
E allora ecco che il ministero della fatina Boschi specifica gli ambiti di ricerca degni dell'Universale.
Con tanto di presentazione in slides.
Giusto per rendere la ricerca renziana possibile.

giovedì 11 dicembre 2014

ALTRO CHE CENA CASUALE, BUZZI E POLETTI SEMPRE INSIEME (DAL GIORNALE)

 
 
Le nostre mini-inchieste di ieri sul Giornale di oggi.
P.S. Aggiornamenti sull'iscrizione di Salvatore Buzzi al Pd:
nonostante le ripetute richieste di chiarimento a Matteo Renzi e a Matteo Orfini,
nessuno dei due si è degnato di rispondere.
Indagheremo noi Cicaline...
 

mercoledì 10 dicembre 2014

QUANDO BUZZI, DA ISCRITTO AL PD, SI SCAGLIAVA IN DIFESA DI SCAJOLA...

Tra giustizia e giustizialismo...
Salvatore Buzzi in difesa di Scajola in una lettera al Tempo
pubblicata sulla rivista, house organ, 29 Giugno.


POLETTI E BUZZI: NON SOLO UNA CENA...


 





Il ministro Poletti sta male.

Gli duole essere associato alla figura, anzi al figuro, Salvatore Buzzi.

La foto nella quale i due, insieme ad altri, erano ritratti insieme non riesce a digerirla. E dire che sono passati 4 anni.

Ma se quell'immagine che gli causa la gastrite risale a quando era 'soltanto' presidente della Lega Coop, cosa gli potrà procurare questa bella fotografia nella quale Poletti sta in bella mostra con Buzzi- alla sua destra- in un convegno sul bilancio della cooperativa?

Il Cicalino ha trovato la 'pistola fumante' dei rapporti tra Poletti e Buzzi navigando sul sito http://www.cooperativa29giugno.it/

Dell'incontro parla l'house organ con un titolo che è tutto un programma:

1200 occupati 60 milioni di fatturato.

La data di pubblicazione è del maggio 2014...

All'interno della rivista, articoli- oggi serenamente definibili come 'marchette', a/di di vari personaggi coinvolti nello scandalo di Mafia Capitale.

L'editoriale la dice lunga sui rapporti tra i due:

"Cogliamo l’occasione per inviare all’amico Poletti i migliori auguri per il difficile e gravoso incarico al quale è stato chiamato, certi che l’occasione è un riconoscimento per il lavoro quotidiano dell’intero mondo della cooperazione".

Sempre nello stesso pezzo, si ricorda l'evento di presentazione del film dell'ex sindaco Veltroni dedicato a Berlinguer, tenutosi all'Auditorium:

"Un’occasione di riflessione sul passato e sul futuro dell’Italia, attraverso la vita e l’opera del più importante segretario del Partito

Comunista Italiano, alla quale ha partecipato il Presidente Giorgio

Napolitano oltre ad altri autorevoli esponenti del mondo della politica e della cultura. L’occasione anche per la nostra cooperativa per rivedere e salutare Veltroni

che da sindaco di Roma ha condiviso parte delle nostre fatiche e del nostro cammino".

Quel cammino oggi si chiama 'Mondo di mezzo'


 

 

 
 

sabato 29 novembre 2014

QUELL'EX AREA AN CHE SPOMPINA IL NUOVO SALVATORE DELLA PATRIA PADANA

 
 
(avviso ai benpensanti: linguaggio scurrile. Chi legge lo fa a proprio rischio e pericolo)
 
Emmo'basta!
Basta fellatio con l'ingoio a Matteo Salvini,
soprattutto dai giornali di centrodestra.
Basta con questi cunnilingus alla Lega Nord.
Basta con questa adrenalina masturbatoria sulla potenziale scalata dei barbari padani sulla pianura di Sibari, culla della Magna Grecia...
Basta con questa orgia orgamisca dal sapore sadomaso, stile bondage in cui gli intellettuali destri  divaricando gambe appese ai fili dei destini leghisti, mettono in bella mostra tutti gli orifizi possibili per offrirsi con esaltazione dolorante al sodomizzatore d'Oltre Po.
Capiamo il disorientamento dell'area ex An intra ed extramoenia, ovvero dentro e fuori le mura di via della Scrofa.
Questo euforico invaghimento del segretario della Lega,
sa più di sega intelletualoide,
sterile quanto l'inutilità di quei pensatori controcorrente:
avessero mai portato un voto al partito e al movimento politico-culturale nel quale son cresciuti,
pasciuti,
ingrassati,
invecchiati,
imbolsiti
e rincoglioniti.
Altro che retorica anti-euro e visionario abbandono ai mito dei Celti in salsa polentona.
Quello che spinge questi eunuchi del pensiero, una volta Statocentrico neo-post-cripto-para-gentiliano, continua a essere l'ideale vetero-fascista della divinizzazione dell'uomo forte, idolatrato da masse prostrate.
Tanto appassionati all'epopea dei movimenti di popolo del Primo Novecento, alla rivoluzione conservatrice, all'ideale comunitario di Tonnies, passano da Heidegger e Le Bon, da Mussolini e Bottai, da Prezzolini e Flaiano, da De Maistre ed Evola...
a Matteo Salvini,
figlioccio di Umberto Bossi
padre del Trota.
Dal Duce al pesce di lago.
E vaffanculo alle antiche memorie del fascistico 
Mare Nostrum.
E loro abboccano:
quando c'è da aprire la bocca, usandola in tutte le funzioni possibili,
sono i primi.
Restando sempre gli ultimi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

venerdì 28 novembre 2014

IL MIGLIORE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI...

 
 
Il Partito Comunista è morto.
Ma il fantasma si aggira  sempre qui alla Camera.
E questa volta è quello del 'Migliore'.
A 50 anni dalla morte di Palmiro Togliatti, la presidente Boldrinova ha deciso di commemorare il grande Statista in tutte le sue coniugazioni possibili e immaginabili. Si apre oggi, 28 novembre, alle ore 17,30, nella Sala della Regina la mostra "Palmiro Togliatti, un padre della Costituzione". "All'inaugurazione - si legge nel comunicato della Camera- sarà presente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano".  Ci auguriamo che l'ex migliorista  sappia trattenere le lacrime.  La mostra e' promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci, dall'Archivio centrale dello Stato e dall'Archivio storico della Camera dei deputati. A cinquant'anni dalla scomparsa di Palmiro Togliatti, l'esposizione intende ravvivare la memoria di un protagonista della rinascita democratica del nostro Paese.   Il tema principale riguarda l'attivita' svolta da Palmiro Togliatti dal marzo 1944 - data del suo rientro in Italia dopo oltre 18 anni di esilio - alla promulgazione della Costituzione della Repubblica italiana nel gennaio 1948. Vengono esposti documenti provenienti da archivi pubblici e privati corredati di didascalie e allestite postazioni multimediali che ospitano documenti in formato digitale e materiale audio e video.    L'immagine centrale dell'allestimento è un grande tavolo di lavoro, come emblema del lavoro intellettuale e del confronto che hanno dato vita alla Costituzione. Il tema è introdotto nella prima parte della sala, dove su un grande tavolo sono incisi i primi 12 articoli della Costituzione. All'interno dell'allestimento, trovano spazio le fotografie di Mario Carnicelli (tratte dalla raccolta "24.8.1964 C'era Togliatti") che documentano con estrema intensita' la partecipazione alle esequie del leader del Pci. Il percorso si chiude con il grande dipinto di Renato Guttuso "Funerali di Togliatti".  La mostra resterà aperta al pubblico da lunedì 1 fino a giovedì 18 dicembre dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17,30, chiusura sabato e domenica, e lunedi' 8 dicembre).
Almeno nel giorno dell'Immacolata...
Don Camillo ringrazia!
 

giovedì 27 novembre 2014

CAMERA DEI DEPUTATI SENZA...LA LUPA



Che fine ha fatto la Sala della Lupa? Perché non l'hanno ancora riaperta al pubblico? Sono ormai  (quasi)  tre anni che lo splendido salone evocativo di fatti di storia patria è chiuso. In quel salone, i deputati dell'opposizione al fascismo decisero l'Aventino e sempre lì furono proclamati i risultati del referendum costituzionale che portò l'Italia alla Repubblica.
Era l'11 giugno 2012 quando dal soffitto crollò una parte dell'affresco proprio nel punto preciso dove, su una sedia il giorno prima, il presidente Napolitano aveva appoggiato le quirinalizie natiche. Poteva essere una tragedia, invece fortunatamente il crollo ci fu mentre la sala non era frequentata. Grandissimo utilizzo ne fece l'allora presidente della Camera Gianfranco Fini che almeno una volta a settimana dal podio profferiva i suoi interventi agli illustri ospiti.  
Da allora e nonostante le rassicurazioni su una pronta riapertura, nessuno ha potuto più ammirare la superba statua della Lupa che troneggia al centro, né leggere le targhe commemorative degli aventiniani e del referendum. Niente più incontri, conferenze, dibattiti. Ora si utilizza la Sala della Regina dove sua maestà Boldrini ama ricevere i guru della decrescita felice, della comunicazione 2.0, hacker, e i costituenti delle regole della rete. Così mentre i Padri Costituenti avevano la sala della Lupa, i costituenti di internet hanno la loro Regina...

LA BURLA CORSARA IN COMMISSIONE BILANCIO


Il fratello d'Italia Massimo Corsaro è uno dall'eloquio tanto elegante quanto perfido. Aspetto gelido, sguardo assassino, voce tonante, il deputato ama lanciare stilettate per tweet e scrivere articolesse ferocemente antiberlusconiane condite da citazioni colte e periodi eleganti.
Di professione fa il commercialista. Naturale che seguisse la stabilità.
Siccome il tipo è anche molto preparato...in commissione Bilancio è riuscito a mettere in serio imbarazzo il presidente Francesco Boccia.
La legge di stabilità prevede che la medaglia Mauriziana, quell'onorificenza conferita dalla presidenza della Repubblica su proposta del ministero della Difesa ai militari sulla via della pensione, non sia più in oro. Il che per risparmiare qualche spicciolo...
Corsaro, che la stabilità se l'è studiata ben benino, s'inventa l'emendamento 'Pongo' prevedendo che il prestigiosissimo riconoscimento sia fatto di quel materiale con cui i bambini nati negli anni '70 giocavano prima che arrivassero le wii.
Quando in commissione hanno letto l'emendamento si sono, pare, scompiasciati dalla risate accompagnate da un moto di gratitudine verso il deputato che aveva fatto questa burla alleggerendo l'atmosfera gravosa.
Solo che dopo la risata, il gelo.
L'emendamento era tecnicamente perfetto e non poteva essere giudicato inammissibile. Infatti, esiste ancora.
E' il numero 31.38 e recita: "Al comma 4 sostituire le parole 'comunque non è coniata in oro' con le parore 'è in pongo'".
Ovviamente, al pres. Boccia non resterà altro che metterlo in votazione per farlo bocciare...
 
 

mercoledì 15 ottobre 2014

ALLA CAMERA SVENTOLA BANDIERA ROSSA....

 
 
Photofamily...
Così si chiama la foto istituzionale che ritrae insieme i capi di Stato, di Governo, i vertici delle Camere.
Ed è quella che vediamo qui: la presidente della Camera Laura Boldrini sorridente insieme al cosiddetto premier cinese, Li Kequiang, dietro i quali sventolano le bandiere nazionali. Il tricolore, la bandiera europea e quella della Repubblica Popolare cinese.
 Il dittatore, termine più appropriato, è stato accolto anche (prima o dopo non importa) dal presidente del Senato Grasso, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal presidente del Consiglio Renzi   che entusiasta ha dichiarato di aver sottoscritto con la Cina un giro di affari di 8 miliardi di euro.
Bene!
Peccato però che nelle stesse ore a Hong Kong infuriava la protesta dei giovani studenti che reclamano democrazia. Non quella cinese, ma quella delle democrazie liberali, come quella (almeno così pare) italiana. Una cinquantina di 'rivoltosi' sono stati arrestati, uno studente malmenato dalla Polizia (il video).
Qui tutto tace. Niente sulle repressioni in corso nel 'Porto profumato' ex protettorato britannico. Niente del 25^ anniversario di Tienanmen. Niente dei lao gai.
Solo sorrisi, scambi di mano, accordi ultramiliardari per l'Italia e per la Cina, venuta a fare shopping in Italia come l'aristocrazia europea faceva nell''800 il tour d'Italie.
Massì dai, scambiamoci un segno di pace...quella del silenzio. Eterno.
Morta gora.


 


ALLAH A MONTECITORIO, CHI E' BANDARIFIZE? MISTERO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

 
 
Un misterioso follower segue deputati e giornalisti.
L'account @bandarfize va alla 'caccia' di personaggi politici e giornalisti più o meno illustri mandando questo messaggio: "Testimonio che nessuno si merita il culto di Allah e Testimonio che Muhammed è il Messaggero di Allah".
Il nome Bandarfize è seguito sempre da un numero @bandarfize408. Nell'arco di pochi mesi sono aumentati. Sulla rete ora ce ne saranno un centinaio. Utenti misteriosi che seguono ciascuno un migliaio di persone, hanno pochi follower, e mandano sempre lo stesso messaggio.
 
 

martedì 22 luglio 2014

(AUTO)AUGURI ALLE CICALINE...


Mi sa che oggi facciamo gli anni.
Il nostro terzo compleanno. Siamo ancora dei bambini, anzi delle bambine.
Ma di danni ne abbiamo già fatti molti. E proseguiremo. Grazie a tutti coloro che ci seguono e a quelli che ci hanno fatto gli auguri!
Lunga vita al Cicalino, ma soprattutto alle Cicaline, vere anime di questa 'idea parlante'...(grillo parlante...è ormai out!)

venerdì 13 giugno 2014

RENZI CACCIA FUORI I SOLDI PER I TUOI COLLABORATORI....ADESSO!


 
 

Lavoro, legalità: Renzi le sta sparando tutte per rilanciare l'occupazione e favorire sviluppo. Ma le 'pistole' sono scariche quando si tratta di regolarizzare la posizione di tanti collaboratori della Presidenza del Consiglio dei ministri ...che lavorano a ritmo serrato presso i ministeri senza portafoglio. L'espressione, che indica quei dicasteri che non hanno un proprio budget, esce dal significato allegorico per diventare reale. Essì perché questi dipendenti non possono per davvero mettere mano al proprio portafoglio perché Renzi non ha ancora chiuso la loro situazione contrattuale. Da quando si è insediato, questi professionisti iperspecializzati prestano la loro opera a titolo gratuito: sono 4 mesi infatti che non prendono lo stipendio. I problemi non sono legati soltanto alla sopravvivenza quotidiana, ma anche alle necessarie coperture assicurative e previdenziali, e addirittura alla timbratura in entrata e in uscita dai palazzi del potere. Mancano ancora i Dpcm di assunzione, e siccome la questione dovrà passare al vaglio della Corte dei Conti, che come si sa ha i suoi tempi, questi professionisti rischiano di restare fino a settembre senza vedere un centesimo. Uno dei timori che li assale è la retroattività del contratto. Pare sia girata voce che la decorrenza non parta dal giorno dell'insediamento di Renzi a Palazzo Chigi ma parta successivamente. Il che equivale ad aver lavorato gratis. La vicenda sta passando sotto silenzio, e - a parte il Fatto Quotidiano - nessun giornale ne ha parlato. Ci pensiamo noi, facendo loro un grosso in bocca al lupo! Speriamo che alla prossima conferenza stampa sulle varie #svoltebuone qualche collega si ricordi di chiedergli di questa piccola, piccola amnesia.