venerdì 19 dicembre 2014

IL GIORNALE...PASSO DOPO PASSO LE SPESE ALLEGRE DI RENZI

 
 
Sul Giornale  il pezzo di Pier Francesco Borgia sulle spese allegre di Renzi, di cui abbiamo parlato ieri.
Ps. Grazie per le citazioni...
 
 

giovedì 18 dicembre 2014

PASSO DOPO PASSO... SPESI 130MILA EURO PER LE SLIDES DI RENZI

 
 
Passo dopo Passo l'Italia cambia verso.
Non per il momento perché a spendere i soldi pubblici il governo Renzi è uguale a tutti gli altri.
La campagna di comunicazione lanciata dal premier #passodopopasso
non è il frutto geniale di quel bischero e della sua équipe di comunicatori, ma è il
prodotto realizzato da una società esterna, la Kapusons srl, che ha intascato ben 136mila euro.
Il ministero è sempre quello di Maria Elena Boschi, che ha evidentemente, le manine un po' bucate.
Abbiamo già parlato di quel bando di 75mila euro per lo studio sui sistemi elettorali comparati e forme di governo (Leggi).
Be' ad aggiudicarselo è stata la facoltà di Scienze Politiche 'La Sapienza'.
Insomma, il Governo dà i soldi alle università pubbliche per sostenere tante belle cose, ma quelle brutte tipo baronie, sprechi e fannulloni. E poi dà i soldi sempre alle università per fare ricerche assolutamente inutili visto che esistono studi realizzati da Camera e Senato a costo zero. Il bello, o il brutto, è che la facoltà dovrà attingere proprio a quegli studi per aggiornare il lavoro. Insomma, sarà tutto un copia-incolla.
E dire che il governo Letta era molto parco in queste cose.
Le iniziative di comunicazione sui 100 giorni, sugli incentivi eco bonus, sul lavoro, sono state realizzate tutte in house senza cioè spendere un becco di un quattrino.
 
 
 

martedì 16 dicembre 2014

RAMPELLI FA PAURA? OGNI VOLTA CHE SI 'MUOVE' ARRIVANO COMMESSI ENERGUMENI...



Sono arrivati quasi alle mani, ma le minacce, gli strilli, gli improperi,  ci sono stati tutti. L'arrivo dei commessi opportunamente schierati tra i due ha evitato il peggio.
La scena, in Traslatlantico,  tra il capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli e il deputato Adriano Zaccagnini.
Rampelli era intervenuto per sedare la lite tra il collega Ignazio La Russa e il deputato Walter Rizzetto del M5S che stava difendendo il deputato pentastellato Tommaso Curro' che in aula aveva annunciato il suo voto favorevole alla relazione di Renzi e il suo passaggio nelle file della maggioranza.
Ma durante il tentativo di portare la calma tra La Russa e Rizzetto si e' intromesso Zaccagnini, a sua volta transfuga grillino in Sel, che in difesa di Curro' e di Rizzetto ha inveito contro Rampelli, il cui fisico da nuotatore suscita sempre qualche preoccupazione durante i fronteggiamenti:
"Pensa a Carminati" tuona Zaccagnini, alto ma piuttosto esile,  a Rampelli.  
Alquanto alterato, il capogruppo di Fdi-An, a sua volta spalleggiato da La Russa che provava inutilmente a portare la calma tra animi ormai rissosi, risponde a squarciagola:
"Ma come ti permetti, -ha apostrofato paonazzo in volto- Tu pensa Buzzi! Bello mio stai calmo! Tutto e' nato dalle cooperative rosse e voi ce stavate a magna'".
I due, pericolosamente vicini, si stavano fronteggiando.
Soltanto l'arrivo dei commessi, peraltro quelli di altissima statura, e' riuscito a evitare il peggio.
Rampelli si calma ma una domanda alla fine se la pone:
"Chissà perché so' arrivati quelli più grossi"...

lunedì 15 dicembre 2014

LA MIN. BOSCHI NON SA NIENTE DI SISTEMI ELETTORALI: SI AFFIDA A UNA RICERCA DA 75MILA EURO



La bella e brava Maria Elena Boschi,
ministro dei Rapporti con il Parlamento e delle Riforme, ebbe modo di indispettire i costituzionalisti quando a suo tempo li insolentì chiamandoli "professoroni".
Oggi, piuttosto che rivolgersi a loro, preferisce 'regalare'  75mila euro per la 'fornitura di una ricerca comparata in materia di ordinamento di alcuni paesi europei ed extra-europei in materia di sistema elettorale, forma di governo e forma di stato'.
E dire che ci sono fior fiore di studi, approfondimenti anche a costo zero realizzati dalla Camera e dal Senato, con tanto di audizioni resocontate, dossier e link sui sistemi europei ed extraeuropei.
Invece no: meglio commissionare una bella ricerca esterna perché, si legge sull'avviso,
"Il percorso di riforme istituzionali che caratterizza la XVII legislatura richiede un’analisi approfondita dei meccanismi costituzionali - e degli istituti disciplinabili con legge ordinaria - di razionalizzazione e di bilanciamento della forma di governo parlamentare, in un quadro di ampio rinnovamento istituzionale".
E allora ecco che il ministero della fatina Boschi specifica gli ambiti di ricerca degni dell'Universale.
Con tanto di presentazione in slides.
Giusto per rendere la ricerca renziana possibile.

giovedì 11 dicembre 2014

ALTRO CHE CENA CASUALE, BUZZI E POLETTI SEMPRE INSIEME (DAL GIORNALE)

 
 
Le nostre mini-inchieste di ieri sul Giornale di oggi.
P.S. Aggiornamenti sull'iscrizione di Salvatore Buzzi al Pd:
nonostante le ripetute richieste di chiarimento a Matteo Renzi e a Matteo Orfini,
nessuno dei due si è degnato di rispondere.
Indagheremo noi Cicaline...
 

mercoledì 10 dicembre 2014

QUANDO BUZZI, DA ISCRITTO AL PD, SI SCAGLIAVA IN DIFESA DI SCAJOLA...

Tra giustizia e giustizialismo...
Salvatore Buzzi in difesa di Scajola in una lettera al Tempo
pubblicata sulla rivista, house organ, 29 Giugno.


POLETTI E BUZZI: NON SOLO UNA CENA...


 





Il ministro Poletti sta male.

Gli duole essere associato alla figura, anzi al figuro, Salvatore Buzzi.

La foto nella quale i due, insieme ad altri, erano ritratti insieme non riesce a digerirla. E dire che sono passati 4 anni.

Ma se quell'immagine che gli causa la gastrite risale a quando era 'soltanto' presidente della Lega Coop, cosa gli potrà procurare questa bella fotografia nella quale Poletti sta in bella mostra con Buzzi- alla sua destra- in un convegno sul bilancio della cooperativa?

Il Cicalino ha trovato la 'pistola fumante' dei rapporti tra Poletti e Buzzi navigando sul sito http://www.cooperativa29giugno.it/

Dell'incontro parla l'house organ con un titolo che è tutto un programma:

1200 occupati 60 milioni di fatturato.

La data di pubblicazione è del maggio 2014...

All'interno della rivista, articoli- oggi serenamente definibili come 'marchette', a/di di vari personaggi coinvolti nello scandalo di Mafia Capitale.

L'editoriale la dice lunga sui rapporti tra i due:

"Cogliamo l’occasione per inviare all’amico Poletti i migliori auguri per il difficile e gravoso incarico al quale è stato chiamato, certi che l’occasione è un riconoscimento per il lavoro quotidiano dell’intero mondo della cooperazione".

Sempre nello stesso pezzo, si ricorda l'evento di presentazione del film dell'ex sindaco Veltroni dedicato a Berlinguer, tenutosi all'Auditorium:

"Un’occasione di riflessione sul passato e sul futuro dell’Italia, attraverso la vita e l’opera del più importante segretario del Partito

Comunista Italiano, alla quale ha partecipato il Presidente Giorgio

Napolitano oltre ad altri autorevoli esponenti del mondo della politica e della cultura. L’occasione anche per la nostra cooperativa per rivedere e salutare Veltroni

che da sindaco di Roma ha condiviso parte delle nostre fatiche e del nostro cammino".

Quel cammino oggi si chiama 'Mondo di mezzo'


 

 

 
 

sabato 29 novembre 2014

QUELL'EX AREA AN CHE SPOMPINA IL NUOVO SALVATORE DELLA PATRIA PADANA

 
 
(avviso ai benpensanti: linguaggio scurrile. Chi legge lo fa a proprio rischio e pericolo)
 
Emmo'basta!
Basta fellatio con l'ingoio a Matteo Salvini,
soprattutto dai giornali di centrodestra.
Basta con questi cunnilingus alla Lega Nord.
Basta con questa adrenalina masturbatoria sulla potenziale scalata dei barbari padani sulla pianura di Sibari, culla della Magna Grecia...
Basta con questa orgia orgamisca dal sapore sadomaso, stile bondage in cui gli intellettuali destri  divaricando gambe appese ai fili dei destini leghisti, mettono in bella mostra tutti gli orifizi possibili per offrirsi con esaltazione dolorante al sodomizzatore d'Oltre Po.
Capiamo il disorientamento dell'area ex An intra ed extramoenia, ovvero dentro e fuori le mura di via della Scrofa.
Questo euforico invaghimento del segretario della Lega,
sa più di sega intelletualoide,
sterile quanto l'inutilità di quei pensatori controcorrente:
avessero mai portato un voto al partito e al movimento politico-culturale nel quale son cresciuti,
pasciuti,
ingrassati,
invecchiati,
imbolsiti
e rincoglioniti.
Altro che retorica anti-euro e visionario abbandono ai mito dei Celti in salsa polentona.
Quello che spinge questi eunuchi del pensiero, una volta Statocentrico neo-post-cripto-para-gentiliano, continua a essere l'ideale vetero-fascista della divinizzazione dell'uomo forte, idolatrato da masse prostrate.
Tanto appassionati all'epopea dei movimenti di popolo del Primo Novecento, alla rivoluzione conservatrice, all'ideale comunitario di Tonnies, passano da Heidegger e Le Bon, da Mussolini e Bottai, da Prezzolini e Flaiano, da De Maistre ed Evola...
a Matteo Salvini,
figlioccio di Umberto Bossi
padre del Trota.
Dal Duce al pesce di lago.
E vaffanculo alle antiche memorie del fascistico 
Mare Nostrum.
E loro abboccano:
quando c'è da aprire la bocca, usandola in tutte le funzioni possibili,
sono i primi.
Restando sempre gli ultimi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

venerdì 28 novembre 2014

IL MIGLIORE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI...

 
 
Il Partito Comunista è morto.
Ma il fantasma si aggira  sempre qui alla Camera.
E questa volta è quello del 'Migliore'.
A 50 anni dalla morte di Palmiro Togliatti, la presidente Boldrinova ha deciso di commemorare il grande Statista in tutte le sue coniugazioni possibili e immaginabili. Si apre oggi, 28 novembre, alle ore 17,30, nella Sala della Regina la mostra "Palmiro Togliatti, un padre della Costituzione". "All'inaugurazione - si legge nel comunicato della Camera- sarà presente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano".  Ci auguriamo che l'ex migliorista  sappia trattenere le lacrime.  La mostra e' promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci, dall'Archivio centrale dello Stato e dall'Archivio storico della Camera dei deputati. A cinquant'anni dalla scomparsa di Palmiro Togliatti, l'esposizione intende ravvivare la memoria di un protagonista della rinascita democratica del nostro Paese.   Il tema principale riguarda l'attivita' svolta da Palmiro Togliatti dal marzo 1944 - data del suo rientro in Italia dopo oltre 18 anni di esilio - alla promulgazione della Costituzione della Repubblica italiana nel gennaio 1948. Vengono esposti documenti provenienti da archivi pubblici e privati corredati di didascalie e allestite postazioni multimediali che ospitano documenti in formato digitale e materiale audio e video.    L'immagine centrale dell'allestimento è un grande tavolo di lavoro, come emblema del lavoro intellettuale e del confronto che hanno dato vita alla Costituzione. Il tema è introdotto nella prima parte della sala, dove su un grande tavolo sono incisi i primi 12 articoli della Costituzione. All'interno dell'allestimento, trovano spazio le fotografie di Mario Carnicelli (tratte dalla raccolta "24.8.1964 C'era Togliatti") che documentano con estrema intensita' la partecipazione alle esequie del leader del Pci. Il percorso si chiude con il grande dipinto di Renato Guttuso "Funerali di Togliatti".  La mostra resterà aperta al pubblico da lunedì 1 fino a giovedì 18 dicembre dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17,30, chiusura sabato e domenica, e lunedi' 8 dicembre).
Almeno nel giorno dell'Immacolata...
Don Camillo ringrazia!
 

giovedì 27 novembre 2014

CAMERA DEI DEPUTATI SENZA...LA LUPA



Che fine ha fatto la Sala della Lupa? Perché non l'hanno ancora riaperta al pubblico? Sono ormai  (quasi)  tre anni che lo splendido salone evocativo di fatti di storia patria è chiuso. In quel salone, i deputati dell'opposizione al fascismo decisero l'Aventino e sempre lì furono proclamati i risultati del referendum costituzionale che portò l'Italia alla Repubblica.
Era l'11 giugno 2012 quando dal soffitto crollò una parte dell'affresco proprio nel punto preciso dove, su una sedia il giorno prima, il presidente Napolitano aveva appoggiato le quirinalizie natiche. Poteva essere una tragedia, invece fortunatamente il crollo ci fu mentre la sala non era frequentata. Grandissimo utilizzo ne fece l'allora presidente della Camera Gianfranco Fini che almeno una volta a settimana dal podio profferiva i suoi interventi agli illustri ospiti.  
Da allora e nonostante le rassicurazioni su una pronta riapertura, nessuno ha potuto più ammirare la superba statua della Lupa che troneggia al centro, né leggere le targhe commemorative degli aventiniani e del referendum. Niente più incontri, conferenze, dibattiti. Ora si utilizza la Sala della Regina dove sua maestà Boldrini ama ricevere i guru della decrescita felice, della comunicazione 2.0, hacker, e i costituenti delle regole della rete. Così mentre i Padri Costituenti avevano la sala della Lupa, i costituenti di internet hanno la loro Regina...

LA BURLA CORSARA IN COMMISSIONE BILANCIO


Il fratello d'Italia Massimo Corsaro è uno dall'eloquio tanto elegante quanto perfido. Aspetto gelido, sguardo assassino, voce tonante, il deputato ama lanciare stilettate per tweet e scrivere articolesse ferocemente antiberlusconiane condite da citazioni colte e periodi eleganti.
Di professione fa il commercialista. Naturale che seguisse la stabilità.
Siccome il tipo è anche molto preparato...in commissione Bilancio è riuscito a mettere in serio imbarazzo il presidente Francesco Boccia.
La legge di stabilità prevede che la medaglia Mauriziana, quell'onorificenza conferita dalla presidenza della Repubblica su proposta del ministero della Difesa ai militari sulla via della pensione, non sia più in oro. Il che per risparmiare qualche spicciolo...
Corsaro, che la stabilità se l'è studiata ben benino, s'inventa l'emendamento 'Pongo' prevedendo che il prestigiosissimo riconoscimento sia fatto di quel materiale con cui i bambini nati negli anni '70 giocavano prima che arrivassero le wii.
Quando in commissione hanno letto l'emendamento si sono, pare, scompiasciati dalla risate accompagnate da un moto di gratitudine verso il deputato che aveva fatto questa burla alleggerendo l'atmosfera gravosa.
Solo che dopo la risata, il gelo.
L'emendamento era tecnicamente perfetto e non poteva essere giudicato inammissibile. Infatti, esiste ancora.
E' il numero 31.38 e recita: "Al comma 4 sostituire le parole 'comunque non è coniata in oro' con le parore 'è in pongo'".
Ovviamente, al pres. Boccia non resterà altro che metterlo in votazione per farlo bocciare...
 
 

mercoledì 15 ottobre 2014

ALLA CAMERA SVENTOLA BANDIERA ROSSA....

 
 
Photofamily...
Così si chiama la foto istituzionale che ritrae insieme i capi di Stato, di Governo, i vertici delle Camere.
Ed è quella che vediamo qui: la presidente della Camera Laura Boldrini sorridente insieme al cosiddetto premier cinese, Li Kequiang, dietro i quali sventolano le bandiere nazionali. Il tricolore, la bandiera europea e quella della Repubblica Popolare cinese.
 Il dittatore, termine più appropriato, è stato accolto anche (prima o dopo non importa) dal presidente del Senato Grasso, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal presidente del Consiglio Renzi   che entusiasta ha dichiarato di aver sottoscritto con la Cina un giro di affari di 8 miliardi di euro.
Bene!
Peccato però che nelle stesse ore a Hong Kong infuriava la protesta dei giovani studenti che reclamano democrazia. Non quella cinese, ma quella delle democrazie liberali, come quella (almeno così pare) italiana. Una cinquantina di 'rivoltosi' sono stati arrestati, uno studente malmenato dalla Polizia (il video).
Qui tutto tace. Niente sulle repressioni in corso nel 'Porto profumato' ex protettorato britannico. Niente del 25^ anniversario di Tienanmen. Niente dei lao gai.
Solo sorrisi, scambi di mano, accordi ultramiliardari per l'Italia e per la Cina, venuta a fare shopping in Italia come l'aristocrazia europea faceva nell''800 il tour d'Italie.
Massì dai, scambiamoci un segno di pace...quella del silenzio. Eterno.
Morta gora.


 


ALLAH A MONTECITORIO, CHI E' BANDARIFIZE? MISTERO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

 
 
Un misterioso follower segue deputati e giornalisti.
L'account @bandarfize va alla 'caccia' di personaggi politici e giornalisti più o meno illustri mandando questo messaggio: "Testimonio che nessuno si merita il culto di Allah e Testimonio che Muhammed è il Messaggero di Allah".
Il nome Bandarfize è seguito sempre da un numero @bandarfize408. Nell'arco di pochi mesi sono aumentati. Sulla rete ora ce ne saranno un centinaio. Utenti misteriosi che seguono ciascuno un migliaio di persone, hanno pochi follower, e mandano sempre lo stesso messaggio.
 
 

martedì 22 luglio 2014

(AUTO)AUGURI ALLE CICALINE...


Mi sa che oggi facciamo gli anni.
Il nostro terzo compleanno. Siamo ancora dei bambini, anzi delle bambine.
Ma di danni ne abbiamo già fatti molti. E proseguiremo. Grazie a tutti coloro che ci seguono e a quelli che ci hanno fatto gli auguri!
Lunga vita al Cicalino, ma soprattutto alle Cicaline, vere anime di questa 'idea parlante'...(grillo parlante...è ormai out!)

venerdì 13 giugno 2014

RENZI CACCIA FUORI I SOLDI PER I TUOI COLLABORATORI....ADESSO!


 
 

Lavoro, legalità: Renzi le sta sparando tutte per rilanciare l'occupazione e favorire sviluppo. Ma le 'pistole' sono scariche quando si tratta di regolarizzare la posizione di tanti collaboratori della Presidenza del Consiglio dei ministri ...che lavorano a ritmo serrato presso i ministeri senza portafoglio. L'espressione, che indica quei dicasteri che non hanno un proprio budget, esce dal significato allegorico per diventare reale. Essì perché questi dipendenti non possono per davvero mettere mano al proprio portafoglio perché Renzi non ha ancora chiuso la loro situazione contrattuale. Da quando si è insediato, questi professionisti iperspecializzati prestano la loro opera a titolo gratuito: sono 4 mesi infatti che non prendono lo stipendio. I problemi non sono legati soltanto alla sopravvivenza quotidiana, ma anche alle necessarie coperture assicurative e previdenziali, e addirittura alla timbratura in entrata e in uscita dai palazzi del potere. Mancano ancora i Dpcm di assunzione, e siccome la questione dovrà passare al vaglio della Corte dei Conti, che come si sa ha i suoi tempi, questi professionisti rischiano di restare fino a settembre senza vedere un centesimo. Uno dei timori che li assale è la retroattività del contratto. Pare sia girata voce che la decorrenza non parta dal giorno dell'insediamento di Renzi a Palazzo Chigi ma parta successivamente. Il che equivale ad aver lavorato gratis. La vicenda sta passando sotto silenzio, e - a parte il Fatto Quotidiano - nessun giornale ne ha parlato. Ci pensiamo noi, facendo loro un grosso in bocca al lupo! Speriamo che alla prossima conferenza stampa sulle varie #svoltebuone qualche collega si ricordi di chiedergli di questa piccola, piccola amnesia.
 
 

mercoledì 21 maggio 2014

SULLA BORSA PRADA DELLA DEMOCRAT PICIERNO E ALTRE NOTIZIE

 
 
 
 
Ringraziamo Il Giornale e Libero per aver ripreso e citato, citato soprattutto lo 'scoop' del Cicalino sulla modesta borsa Prada della democrat Picierno
 La notizia è diventata virale, sta su tutta la rete, anche con plagi, saccheggi, riscritture, indebite appropriazioni.
Così va il mondo.
Grazie anche, e soprattutto, ai nostri lettori, vecchi e nuovi. Abbiamo nuova linfa per proseguire il nostr...o cicaleccio...
Ah e da oggi siamo anche su Linkedin. Seguiteci.
Tra poco...rilevanti novità sul fronte Camera. Vertici molto vertici...stanno per cedere al diktat di Renzi. C'è chi non vuole rinunciare al modesto stipendio di 500 mila euro (lordi)...E pare stia per firmare la lettera di saluti.
Ma attenzione. Non è un addio.
Solo un arrivederci.
Lo rivederemo in altri lidi.
Anzi Colli...

venerdì 16 maggio 2014

PD, LA DEMOCRATICA PICIERNO FA LA SPESA DI 80 EURO...CON LA BORSA PRADA DA 1500 'EURI'...




Ha difeso il bonus di 80 euro come una leonessa. Del resto, quel carattere da campana verace l'aiuta. E quello sguardo fiero, quella bellezza semplice e quella voce stentorea la rendono credibile. Pina Picierno, deputata democrat dai trascorsi poltiticametne ballerini...-famosi i suoi giri di valzer prima con De Mita, poi con Veltroni, poi con Bersani, poi con Franceschini infine con Renzi- ha rivendicato l'iniziativa del suo premier come misura  utile per una spesa di due settimane. Poi sbertuggiata dalla rete, ha precisato che intendeva spesa per single, non certo per sfamare una famiglia con due o tre bambini.  Ai quali il latte a lunga conservazione da 99 centesimi non si può proprio dare...Comunque, passata la buriana, la bella Pina prosegue il suo tour elettorale nell'Italia del Sud. Ieri, uscendo dalla Camera, l'abbiamo incontrata, mentre a passo di carica, fuggiva per una delle sue tappe dopo aver diligentemente svolto il suo compito da brava deputata, votando a favore per l'arresto di Genovese. Per il Pd in campagna elettorale la giustizia si arricchisce sempre del suffisso 'lismo'. Ma questo è un altro discorso. C'era comunque qualcosa che stonava con quel temperamento da popolana che la rende irresistibile e quel particolare era una meravigliosa borsa Prada, a sacca, color grigio. Una Prada dal costo (come minimo) di 1500 euro. Almeno 15 volte tanto il bonus di 80 euro che il suo Matteo destinerà agli italiani che percepiscono meno di 1500 euro al mese. Era una borsa shopping: utile per fare la spesa per due settimane. L'abbiamo interpellata su twitter al riguardo: o hai speso due volte tanto il bonus annuale o l'hai comprata contraffatta. Il che non sarebbe il massimo per chi milita nel Pd che almeno a parole difende il Made in Italy. 
Non ha risposto...Almeno per ora.  


CAMERA, LAVORARE STANCA. MA NON IN AULA...

Lavorare stanca. Ma non al piano aula della Camera dei deputati. La conferma arriva dalla qualità delle cibarie e bibende consumate alla buvette, ben diversa da quella del bar dei dipendenti, situato nei sotterranei di Montecitorio. In buvette, rosette di 30 grammi, al bar dei 'peones' bei panini di almeno 80 grammi ben rimpinzati di ogni bontà ma soprattutto già pronti anche alle 8 del mattino. La ragione? Semplice: i sotterranei della Camera sono frequentati soprattutto dai lavoratori che svolgono mansioni pesanti. Traslocatori, magazzinieri, carpentieri. E siccome lavorano sodo sin dal primo mattino, alle 10 già cominciano ad addentare ciriole...Ben diversa la situazione su nell'elegante caffé dei deputati. Loro, ci spiegano, preferiscono gli yogurtini, i panini light. Banditi anche i superalcoolici che vengono consumati raramente. Si è diffuso anche il cappuccino con il latte di soia, i succedanei del caffè, come il gingseng e l'orzo. Molta scelta tra i tè e tisane. Quelle calmanti e digestive...

giovedì 25 luglio 2013

GOVERNO LETTA FA CHIUDERE L'ASILO NIDO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.






Scandalo! Il  governo con il più alto tasso di donne ministre consente la chiusura dell'asilo nido della Presidenza del Consiglio dei ministri. Già perché il tanto agognato asilo della Presidenza del Consiglio chiude i battenti. 
Lo ha deciso la Asl dopo attente ispezioni nei locali delle strutture adibite nel lontano 2003 dall’allora ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, a baby parking  per i figli e i nipoti di dipendenti  della pubblica amministrazione.
Le motivazioni, secondo alcune fonti, sarebbero la mancanza di spazi esterni del micronido collocato al 4°piano di Largo Chigi e l’assenza di una vera e propria mensa con tanto di cuoco, sopperita dalla Pcm, nell’era Carfagna,  con un servizio di catering, vincitore di bando.
Possibile che ci si accorga solo adesso delle irregolarità delle strutture? A pensar male si fa peccato, ma alle Cicaline viene il sospetto che a inviare i controlli possa essere stato qualche genitore indispettito dal mancato inserimento del proprio pargolo nel nido o da qualche  società di refezione in cerca di rivalsa per  non aver vinto il concorso...  
Chi lo sa??!!   Quel che è certo è che a più di 12 anni dalla loro apertura i micro-nidi ‘Qui Quo Qua’ (largo Chigi) e ‘Cip e Ciop’ (via della Mercede)  a fine luglio spariranno.  lasciando a spasso  sette educatrici e nei guai i bimbi vincitori di bando del prossimo anno.
In vista dell’estate sarà praticamente impossibile per le prime trovare un altro impiego in tempo per settembre  e per i secondi trovare posti nei nidi pubblici e privati della città. 
Parola di mamma!

martedì 16 luglio 2013

UN POSTO AL SOLE AL SUMMER CAMP DEI BILLIONAIRES

 
 
 
 
Altro che Assemblee di Confindustria, Meeting di Rimini o Cortina Incontra varie, se conti davvero t'invitano a Sun Valley.
Lo sanno bene Gianfranco Zoppas e Jaky Elkann, tra i pochi italiani ad avere il privilegio di sedere accanto ai mogul del mondo per partecipare al summer camp della banca d'investimento Allen and Co.
E anche questo luglio, per il trentesimo anno di fila, la conferenza di Sun Valley, che prende il nome dalla nota località dell'Idhao nel cuore delle montagne rocciose, non ha deluso le attese, ospitando la creme della creme del jet set internazionale.
Sulle Rocky Mountains pochi giorni fa sono infatti atterrati, tra gli altri, (naturalmente con i loro jet privati), il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, Abd Allāh II ibn al-Husayn,  re di giordania con la splendida moglie Rania, l'immancabile squalo dei Media Ruphert Murdoch, quest'anno senza la moglie Wendy - da cui pare stia divorziando - ma comunque scortato dai suoi due figli maschi e rispettive signore. E poi ancora, il ceo di Apple, Tim Cook, la celebre stilista Diane Von Furstenerg  e un volto nuovo della scena internazionale, Nicholas Woodman, fondatore di GoPro cameras, di cui sentiremo molto parlare.
Durante questa edizione, conclusasi da poco più di 24 ore, si è discusso in particolar modo di cyber insecurity, del futuro delle Universita', ma anche di Messico, Egitto, di start-up e social network, in particolare di Pinterest, Quirky e Stripe e naturalmente di filantropia con Bill e Melinda Gates. Sembra che l’intervento più applaudito sia stato quello di Jed Bush, ex governatore della California, su immigrazione e creazione di posti di lavoro. Per la serie 'tutto il mondo è Paese'.
Ma siccome Sun Valley nasce principalmente come un summer camp per stringere relazioni e fare business, ma soprattutto fare in modo che le next generations e quindi i pronipoti si trovino la strada spianata sul fronte network, il programma per il tempo libero è davvero impressionante. Così quest'anno mentre gli uomini giocavano a golf  le signore si dilettavano a fare la maglia, zumba, yoga o tiro al piattello, le più atletiche addirittura tracking e mountain bike.
Per i piùpiccoli, manco a dirlo, sono stati allestiti spazi appositi: una zona lounge per ospitare l’esercito di tate al seguito e un intero tendone modello ‘accampamento indiano’ con tanto di artisti e intrattenitori vestiti da cowboy come nel vecchio west.
E per deliziare il palato pranzi e cene a buffet in quantità.
...Solo lo scorso anno la conferenza ospitava il nostro ex premier Mario Monti, omaggiato dalla cuoca del fondatore, la signora Cristina, con un menù tutto italiano.
Questa volta alla cena inaugurale hanno servito Alce, corna comprese!
 
 

giovedì 11 aprile 2013

#Rassegnaweb: ecco l'accordo (capestro) tra Fieg e Camera dei deputati, esclusiva di Public Policy




Proseguono i colpi di scena sulla #rassegnastampa on line: l’agenzia di stampa Public Policy - www.publicpolicy.it –  è venuta in possesso dell’accordo sottoscritto tra la Camera dei deputati e la Fieg.
Nessuno ne ha parlato, perché si sa, gli editori pagano i giornalisti e i giornalisti tengono famiglia e per lo più si sentono parte lesa perché, a loro dire, le rassegne on line ledono il diritto d’autore e ledono l’azienda editoriale per la quale lavorano. Opinioni…
Comunque, l’agenzia pubblica per intero (quasi) la lettera che Fini e Lupi hanno inviato all’ex deputato Moles che in chiusura di legislatura, quando ormai l’accordo era stato siglato,  scrisse una lettera al presidente Fini chiedendo la rivisitazione dell’accordo.
La lettera è arrivata qualche settimana fa. La novità sconcertante è aver ritenuto congruo un compromesso attraverso cui da una parte si chiude la rassegna ai cittadini, mentre dall’altra si apre alla fornitura del servizio ad ambasciate, consolati e prefetture, oltre che ai parlamentari.
Si oscura ai cittadini, si allarga al Palazzo.
Questo è il testo pubblicato da Public Policy (consultabile anche su http://www.publicpolicy.it/rassegna-online-cosa-prevede-laccordo-tra-fieg-e-camera-10152.html ) .
PPA0079 4 POL NG01 675 ITA0079;
RASSEGNA ONLINE, COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA FIEG E CAMERA
IL 15 MARZO IL SERVIZIO WEB È STATO SOSPESO. ORA SOLO INTRANET E AMBASCIATE
(Public Policy) – Roma, 11 apr – Sospensione della rassegna
stampa online della Camera, nella versione accessibile
liberamente sul sito di Montecitorio. Allargamento del
servizio alle ambasciate, alle prefetture, ai consolati. È
il contenuto dell’accordo raggiunto lo scorso inverno dalla
Camera dei deputati con la Fieg (Federazione italiana
editori giornali) per la tutela dei diritti d’autore.
 Il servizio della rassegna stampa online della Camera è
stato interrotto il 15 marzo scorso  dopo una lunga polemica
sulla rete che si divise tra coloro che volevano la
prosecuzione del servizio e quanti, soprattutto giornalisti
ed editori, consideravano la rassegna stampa online lesiva
del diritto d’autore e uno dei motivi della crisi economica
in cui versano i giornali e le aziende editoriali.
 LA LETTERA DI MOLES E LA RISPOSTA DI FINI E LUPI
 Poco prima della chiusura della XVI legislatura, il
deputato Pdl Giuseppe Moles, scrisse una lettera al
presidente della Camera, Gianfranco Fini, nella quale
chiedeva la riapertura della rassegna online, la
trasmissione di copia dell’accordo sottoscritto con la Fieg,
e il parere formulato dall’avvocatura della Camera alla luce
del quale l’amministrazione decise di non rendere più
disponile al pubblico la rassegna.
 Il presidente della Camera Gianfranco Fini trasmise il
materiale richiesto a Moles, eccetto il parere
dell’avvocatura non consultabile, “perché – come spiegava
nella lettera di risposta al deputato – l’art.2 comma 1
lettera d del Regolamento in materia di accesso ai documenti
amministrativi della Camera dei deputati esclude
espressamente il diritto di accesso nei confronti dei pareri
legali”.(Segue)
SAF
111737 Apr 2013
PPA0080 4 POL NG01 599 ITA0080;
RASSEGNA ONLINE, COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA FIEG E CAMERA-2-
(Public Policy) – Roma, 11 apr – Le spiegazioni sulla scelta
di chiudere il servizio di rassegna stampa sono contenute in
una lettera a Fini di Maurizio Lupi vicepresidente della
Camera e presidente del Comitato per la comunicazione e
l’informazione interna: “Alla luce dell’istruttoria tecnica
svolta dagli Uffici e della decisione assunta dall’Ufficio
di presidenza – scrive Lupi – i rilievi formunati dall’on.
Moles non possono essere accolti. La Camera infatti è
chiamata ad applicare la normativa in materia di diritto
d’autore, così come richiesto dalla Fieg, e secondo quanto
hanno fatto anche altre amministrazioni pubbliche. Ritengo
quindi che l’accordo sottoscritto tra Fieg e Camera dei
deputati sia in linea con l’indirizzo assunto dall’Ufficio
di presidenza”.
 Pur  avendo la Camera sottoscritto il citato accordo,
scriveva ancora Lupi, “resta impregiudicata per la Camera
medesima la possibilità di acquisire il servizio di rassegna
stampa anche da agenzie del settore non aderenti al
Repertorio Promopress, purché tali agenzie rispettino la
normativa sul diritto d’autore”.
 Il repertorio Promopress  è uno strumento (un ‘modello di
licenza’) messo a punto dalla Fieg per la gestione dei
diritti d’autore nelle rassegne stampa. Il Repertorio
consiste in una lista di testate i cui contenuti editoriali
sono riproducibili e utilizzabili secondo criteri specifici
appositamente definiti per le rassegne. Per Lupi la
sottoscrizione dell’accordo con la Fieg “rappresenta solo
uno degli strumenti attraverso i quali la Camera attua il
principio della tutela del diritto d’autore”.(Segue)
SAF
111737 Apr 2013
PPA0081 4 POL NG01 547 ITA0081;
RASSEGNA ONLINE, COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA FIEG E CAMERA-3-
(Public Policy) – Roma, 11 apr -
 L’ACCORDO QUADRO TRA CAMERA E FIEG
 In quanto all’accordo stipulato tra Fieg e Camera dei
deputati, esso prevede la “possibilità di fruizione della
rassegna stampa relativa ad articoli di testate appartenenti
al Repertorio Promopress a titolo non oneroso e attraverso
la rete intranet per i soggetti già abilitati al relativo
accesso ovvero mediante utilizzo di password per determinate
categorie di soggetti autorizzati, titolari di un interesse
istituzionale a fruire della rassegna stampa (ad esempio, e
con riserva di individuare consensualmente altre categorie
di soggetti, le ambasciate e i consolati italiani
all’estero, le prefetture)”.
 Prevede poi “la limitazione dell’utilizzo dell’archivio
delle rassegne stampa ai soli utenti autorizzati; la
sospensione della pubblicazione della rassegna stampa sul
sito internet della Camera dei deputati in modalità
liberamente accessibile al pubblico, a far data dal 1°
gennaio 2013, compatibilmente con le esigenze di
implementazione da parte dell’amministrazione parlamentare”.
 E ancora: “Possibilità di pubblicazione sui siti internet
dei singoli parlamentari di articoli di testate appartenenti
al Repertorio Promopress concernenti la loro attività”. Nel
verbale dell’ufficio di presidenza che ha dato il via libera
a questo accordo il presidente Fini ha sottolineato il ruolo
istituzionale garantito dal servizio di rassegna stampa con
l’individuazione di ulteriori soggetti pubblici che potranno
usufruire del servizio stampa online. (Public Policy)
SAF
111737 Apr 2013
 Comunque, al di là dei toni asettici tipici di un’agenzia di stampa che si rispetti, la traduzione in vulgaris è:
Ci hanno inculato. Tutti.
Fini che ha ritenuto congruo il compromesso, chiudo ai cittadini ma apro ai palazzi, Lupi che fa l’amico del giaguaro, l’amministrazione che segreta, appellandosi a norme regolamentari,  i pareri  dell’avvocatura della Camera, manco stessimo parlando di Ustica…
Grazie a Moles per aver consentito un minimo di trasparenza

venerdì 7 dicembre 2012

COMUNICATO STAMPA DEL CICALINO SU DECISIONE SENATO E CAMERA DI OSCURARE LE RASSEGNE WEB

COMUNICATO STAMPA
 IL CICALINO BLOG: GLI EDITORI LA SPUNTANO?
BOICOTTAGGIO DELLE EDICOLE E DEI PORTALI LEGATI AI GIORNALI

 Il Cicalino ha perso la battaglia #Nocensurerassegneweb.
Il blog insider parlamentare,  che per primo aveva denunciato l’oscuramento da parte delle istituzioni, a cominciare da  Palazzo Chigi, delle rassegne web a seguito delle richieste avanzate dalla Fieg, ringrazia tutti coloro che avevano sostenuto la campagna internet sulla libertà di consultazione. In particolare Gianni Riotta che con la sua autorevolezza aveva innalzato il livello del dibattito e animato per intere settimane il confronto con l’hashtag #nocensurerassegneweb.
La delusione è grande e anche piuttosto dolorosa.
Ci avevamo creduto fino in fondo: avevamo creduto che ci potesse essere ragionevolezza e buon senso da parte degli editori. Avevamo creduto che si potesse raggiungere un compromesso che coniugasse da una parte l’innegabile diritto al profitto  dell’azienda editoriale e la tutela del diritto d’autore, con le incessanti trasformazioni della comunicazione 2.0, con il diritto dell’utente web di avere un’informazione completa e pluralista,  dall’altra.
Gli editori invece hanno voluto non  vincere, ma  stravincere: puntando pubblicamente alla tanto decantata tutela del diritto d’autore, ma dissimulando il loro vero obiettivo,  rivendicare il diritto di fare profitto infischiandosene dei lettori 2.0 e del mercato on line. Ignorando quella magnifica rivoluzione democratica che è il web.
Quel che è inaccettabile e vergognoso è la loro ipocrisia: a loro, agli editori,  del diritto d’autore non interessa un fico secco, né interessa la tutela dei loro autori, dei loro giornalisti e dei loro commentatori, usati come  foglia di fico per nascondere ‘lo sterco del diavolo’:
la cupidigia del  guadagno a tutti costi senza avere un minimo senso etico e responsabilità sociale d’impresa.
Do you understand…?
Sì, la responsabilità sociale d’impresa, cari editori, quella che si sta diffondendo ovunque e che ‘impone’ all’imprenditore di  restituire alla società qualcosa dei suoi profitti attraverso iniziative per la comunità dalla quale riceve gli strumenti economici per poter andare avanti.
La malafede è dimostrata dall’incapacità  di riformare la legge sul diritto d’autore, ferma al 1941. La Fieg ha ottenuto il massimo  forte della debolezza della politica, che usa internet e il 2.0 solo per fare comizi.
Nella patetica speranza che i cittadini tornino  nelle edicole, gli editori  hanno commesso l’errore più grande. Escluderli dalle loro decisioni.
Peggio per loro.
Per quanto ci riguarda, noi con i giornali non ci incarteremo più neppure il pesce, boicotteremo le edicole nella speranza che tanti ci seguano.
Diceva un ‘primate’ della I Repubblica:
“La politica è sangue e merda”.
Oggi è solo merda.
Amen.

martedì 27 novembre 2012

@GiorgiaMeloni e il falso manifesto tarocco: caccia alle untrici amazzoni...



Si sta scatenando un dubbio esiziale nel Pdl, o in quel che ne rimane.
Una domanda che non ha nulla a che vedere con i destini Patrii e con la legge elettorale, né con la nuova formazione annunciata da Berlusconi.
Sulla rete non si parla d’altro. Blog, tweet, messaggi privati anche di onorevoli deputati del Fli:
“Ma la foto di Giorgia Meloni è vera o è taroccata?”…


per continuare clicca su:

venerdì 23 novembre 2012

Le Cicaline ora stanno sul ilcicalino.net




Care amiche Cicaline, cari amici Cicalini,
ci siamo trasferite sul


seguiteci e...
Diffidate dalle imitazioni



mercoledì 7 novembre 2012

Camera dei Deputati, la fontana Anisetta resta al...verde


Le Cicaline trasmigrano...





Entro breve questo blog non sarà più aggiornato.
Le Cicaline a breve trasmigrano su www.ilcicalino.net
Continuate a seguirci.



Camera dei deputati: buvette in plastica...


Brutto colpo all'indiscussa eleganza della Camera dei Deputati.
A causa di uno sciopero dei dipendenti della Compass Group addetti ai servizi della mensa, del ristorante e del bar interno alla Camera dei Deputati, anche l'aristocratica buvette di Montecitorio subisce l'umiliante conversione alla plastica...
Chi arriva oggi infatti per ristorarsi con un caffè e una brioche, dovrà utilizzare volgarissimi bicchieri e tazzine monouso di materiale non biodegradabile.
Chissà perché non hanno scelto materiale di carta, altrettanto bruttino ma molto meno inquinante.
C'è chi si lamentava della scelta mostrando molta sensibilità alla "dignità delle Istituzioni" e molta poca sensibilità per i diritti dei lavoratori.
Uno 'scandalo'...piccolo di fronte all'ondata crescente di malcostume politico, ma grande considerata l'alta
considerazione che la Camera ha del proprio decoro istituzionale.
Basti considerare che è assolutamente vietato girare in Transatlantico con le bottigliette di acqua in mano o mangiare un tramezzino al di fuori della buvette.
Ma per tornare alla vertenza sindacale che ha determinato lo sciopero, il personale sta protestando contro la decisione della Compass Group di licenziare su scala nazionale 824 lavoratori, 15 dei quali addetti al reparto caffetteria all'interno della Camera.
"A seguito della decisione unilaterale da parte dell'zienda di procedere ai suddetti licenziamenti senza la preventiva contrattazione sindacale prevista dalla legge- recita il  volantino affisso in mensa e consegnato su richiesta- proclamiamo un'azione di sciopero che coprirà la turnazione dell'intera giornata lavorativa, nella speranza di sensibilizzare l'opinine pubblica su questa problematica che potrebbe decidere il destino di 15 famiglie".
Sensibilizzare l'opinione pubblica sulla problematica?
Sembra un comunicato da collettivo anni '70.
L'unica preoccupazione dell'opinione pubblica camerale oggi
è quella di dover digiunare:
niente pasti in mensa, niente pasti al ristorante.
Per una volta funzionari e deputati condividono lo stesso destino: mettersi a dieta, almeno per un giorno.
L'opinione pubblica extra-camerale sarà contenta.



martedì 6 novembre 2012

Contro-cronaca di un funerale, Rauti, l'orazione funebre di Malgieri e l' 'io dissento' di Isabella



All'indomani dei funerali di Pino Rauti, l'ultimo gigante di destra del '900,
i più agitati erano Gennaro Malgieri e Antonio Mazzocchi.
"Quella era la stessa gentaglia che contestava Rauti in vita e che contestava addirittura Almirante" racconta oggi  in Transatlatico Malgieri.

Gennaro ha ricevuto un sacco di complimenti per l'orazione funebre di ieri: "Ma anche un sacco di sms negativi per l'articolo di oggi sul Tempo", confessa.
Un articolo nel quale Gennaro prende le distanze dalle intemperanze in chiesa, difendendo il suo vecchio amico e sodale, Gianfranco, senza tuttavia risparmargli critiche.
Turbato lo era eccome, Gennaro.
E non solo perché aveva davanti a sé il feretro del suo Maestro avvolto nel tricolore con migliaia di ex missini, ex aennini,
ma lo era anche per quell'ondata di odio che è violentemente esplosa nella chiesa all'arrivo dell'ex presidente di An e che ha travolto tutti come una frana di un ghiacciaio dolomitico. 
Un odio che ha gettato tutti dritto dritto in un pozzo nero:
la tragedia della guerra civile italiana.
Una ferita che non si è mai rimarginata perché loro erano i 'proscritti'.
E sarebbero continuati a esserlo anche dopo le vittorie del '94. E lo sono anche oggi, proscritti, e lo saranno sempre fintantoché ci sarà qualcuno, come gli ex di Forza Italia o gli ex democristiani, che  continuano a chiamarli, a definirli, con massimo sprezzo, alternativamente ex fascisti ed ex missini.
Chi conosce Von Salomon,
 conosce la vertigine di quella magnifica, rabbiosa, solitaria, voluttà di appartenenza a una comunità di sconfitti.
Sconfitti sì dalla Storia ma mai piegati negli ideali.
Risuonava la sua voce ancora più roboante del solito nella navata centrale della Chisa di San Marco.
Chiesa cara agli ex della fiamma perché lì viene celebrata la messa in suffragio del Duce, ups, del duce...
e perché proprio lì a 50 metri, Benito incontrava la sua folla adorante dal balcone di Palazzo Venezia.
Sembrava, Gennaro, nel suo eloquio pieno di pathos e di dignità,  il Marc'Antonio di Shakespeare che ricordava Cesare.
Ci mancava solo  "Amici, romani, compatrioti"...stessa sofferenza per il Padre perduto e per il padre tradito dal figlio Bruto; 
stessa lucidità nel narrare le doti, i pregi, la generosità e la lungimiranza di colui che è stato per tante generazioni un "Maestro spirituale".
Ex ventenni ora incanutiti e incravattati, tanti giovani col chiodo, tante donne in religioso silenzio e fazzoletto agli occhi per trattenere le lacrime, commosse dalle parole di Gennaro. Che andava a braccio, da grande retore qual è.
All'inizio, silenzio assoluto, tante persone impettite ad ascoltare la voce di colui che ha guidato per anni il
Secolo d'Italia nella stagione più esaltante delle vittorie di Alleanza nazionale.
Quando la pagina culturale, guidata da Aldo Di Lello, ripercorreva senza mai cadere nel nostalgismo,
il pensiero forte di personaggi che hanno fatto la storia della destra culturale italiana.
Del resto, per quella generazione, il fascismo era 'solo' una fonte sorgiva pronta però a scendere giù per li colli e 'inquinarsi' e contaminarsi con il pensiero politico della modernità.
Una sfida possibile.
Non il Fascismo del Terzo Millennio, ma una destra onesta, sana portatrice degli ideali di Dio, Patria, e Famiglia.
Pensiero pesante, in contrapposizione al post moderno, al pensiero relativo, al precarità e alla transitorietà delle mode politiche dei senza dio, degli apolidi, delle coppie di fatto e delle coppie gay.
S'è perso, poi Gennaro. Perché Rauti non era poi quel gran conservatore, anzi era colui che aveva dato una nuova identità alla destra italiana: terzomondismo, associazionismo, socialità,
comunità, ambientalismo, antipenamortismo, ideatore del Campo Hobbit, e, infine, padre di quel Msi dello sfondamento a sinistra.
Un ossimoro che inquietava la destra conservatrice almirantiana tutta doppiopetto, legalitaria, filoatlantica, e penamortista.
Scenari malgieriani che mal si conciliano
con gli ideali rautiani della rivoluzione permanente, come un  Trotsky di destra.
Infatti, dopo un po', uno starnuto, un colpo di tosse, qualche sventolio di giornale, e l'incanto si spezza.
"Un'orazione funebre non può durare mezz'ora...cazzo Genna'"...
"Ma lui quando attacca...è difficile fermarlo" perso com'è nel continuo 'citazionismo' di autori misconosciuti...Spengler, Nietzsche, Von Salomon, Pino Romualdi, Enzo Erra, 
Junger e il suo 'Trattato del ribelle' bibbia per gli ex giovani del Fronte della Gioventù, e poi Rauti come Gramsci ma declinato in 'nero'...
Mai una volta ha nominato l''innominabile', Benito Mussolini:
quasi un dispetto per quella folla che, evocando storiche figure e odiati figuri, seppelliti nell'ignominia del tradimento, ma ancora vivi nell'immaginario neofascista, aveva dato del 'Badoglio' al presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Colpevole di  cosa? 
Di aver tradito Berlusconi? E che era il Duce?
Di aver rinnegato il fascismo?
Di aver affermato che le legge razziali sono state il male assoluto? Quale politico oggi, anche di destra, potrebbe mai affermare il contrario? Lo stesso Storace, che si è autoinnalzato a custode della memoria, si guarda bene dal farlo.
Cede una sola volta alla tradizione, Gennaro quando usa per tre volte la parola 'camerata'.
Poi si ferma. Subito dopo, prende la parola Manfredi, il nipote di Pino,
figlio di Gianni Alemanno e di Isabella Rauti.
E declama una poesia: non una sua poesia, o un componimento di un giovane poeta contemporaneo, ma il simbolo della follia e genialità negletta, misconosciuta, reietta.
Un'altra figura da tragedia greca: legge una poesia di Ezra Pound, tratta dai Canti Pisani, lievemente disturbata nella sua bellezza da quell' accento un po' troppo romanesco.

Conclude Isabella Rauti: lucida, quasi fredda prende la parola e senza nessun timore di apparire puntigliosa o inopportuna, al limite della maleducazione dice:
"Mio padre non era un conservatore, né un reazionario.
Dissento da Gennaro".
Dissentire.
Nel nome della rivoluzione. 
Anche ai funerali degli altri,
gli ex 'proscritti' riescono a sotterrarsi da vivi.