venerdì 15 giugno 2012

Giorgia Meloni: piccole donne crescono (e si dimettono...)





La lettera con cui Giorgia Meloni annuncia le sue dimissioni dalla Giovane Italia inviata qualche giorno fa.
E mai trapelata.
Diceva il Gladiatore: "Siamo vicini! Testuggine, Testuggine. Colonna unita"...

(imparate, gente, imparate!)

"Ai ragazzi e alle ragazze della Giovane Italia

Carissimi,

molte volte ho già preso questa decisione e altrettante sono tornata
indietro. Non stavolta. Dalla nascita della Giovane Italia in poi mi
sono spesa per individuare tempi e modalità perché si potesse
celebrare un congresso, che mi consentisse di passare a un’altra
generazione il testimone della guida del movimento giovanile.

Finora è stato impossibile celebrare questo benedetto congresso della
Giovane Italia, e per quanto sia per me doloroso scrivere questa
lettera, ritengo che non sia più procrastinabile il mio addio al
movimento giovanile ufficiale del Pdl. Per due motivi fondamentali.

In primo luogo, perché quando si sostiene una battaglia per il
rinnovamento generazionale in Italia, e si è a capo di
un’organizzazione da troppi anni, si finisce per non essere in regola
con la propria coscienza. Ed è una cosa che non sopporto, perché
ritengo che la coerenza debba essere la prima virtù di chiunque
pratichi l’impegno civile.

La seconda ragione delle mie dimissioni sta nell’estremo sollecito ai
vertici del partito, e a tutti i massimi dirigenti della Giovane
Italia, affinché si prodighino per consentire lo svolgimento di
un’assemblea congressuale della Giovane Italia, nella quale poter
eleggere i propri rappresentanti secondo i principi di merito e
democrazia.

Fino a quel momento da tanti atteso, al mio posto ci sarà Marco
Perissa. Voi lo conoscete bene, perché in questi anni è stato un punto
di riferimento per tutti, e non a caso è stato il nome più condiviso
sul quale puntare per questa fase. Sono certa che saprà guidare il
movimento con intelligenza e coraggio nei mesi che lo separano da una
grande assise che possa legittimare pienamente una nuova grande storia
di protagonismo generazionale.

La decisione sarà formalizzata oggi in una apposita conferenza stampa
alla quale parteciperà anche Angelino Alfano.

Io, la mia storia, l’ho fatta. Ed è stata incredibile. L’esperienza
nel movimento giovanile mi ha formato come donna e come italiana,
prima di qualunque altra cosa io possa esser diventata in questi anni.
Sono passati vent’anni da quando varcai la soglia di una sezione del
Fronte della Gioventù alla Garbatella, sull’onda lunga delle emozioni
scatenate dal brutale assassinio di Paolo Borsellino. Da quel giorno,
molte cose sono accadute intorno a me e dentro di me.

Battaglie, gioie, sconfitte, riscatti, amicizie, amori, lutti,
rinascite. Non cercavo altro che dare un senso alla mia indignazione,
e ho trovato molto di più: una comunità. Ragazzi e ragazze, di ieri e
di oggi, alcuni ancora giovani, altri diventati uomini e donne, che
hanno dedicato tanto, poco o tutto, alla propria passione politica.
Senza chiedere in cambio poltrone, stipendi o privilegi. Li ringrazio
tutti, uno per uno, perché sono stati la mia forza e il mio
entusiasmo.

Ringrazio quelli che mi hanno sostenuto quando sono stata eletta a
Viterbo e quelli che non lo hanno fatto, ma dal giorno dopo hanno
capito che saremmo stati forti solamente se fossimo rimasti uniti.
Su
tutti, un grazie lo meritano Giovanni e Carlo, che in questi anni
hanno condiviso ogni mia scelta da Presidente nazionale e che come me
da tempo sperano di poter passare il testimone.

E poi Paolo, che da qualche anno non è più dirigente del movimento ma
continua a occuparsi di giovani da un’altra angolazione, e Michele,
che non si è risparmiato mai in questi anni e penso che non lo farà
neanche adesso.

A queste migliaia di persone, conosciute in ogni angolo di questa
stupenda nazione, ho pensato molto durante i miei tre anni da Ministro
della Gioventù. Ho provato con ogni mia forza a non deluderle. E se
non mi sono lasciata abbattere dagli scarsi mezzi a disposizione è
stato proprio perché sapevo di poter cercare nel bagaglio della mia
formazione giovanile gli strumenti utili per superare gli ostacoli.

Conclusasi questa esperienza di governo, purtroppo prematuramente, ed
essendo ormai giunta a 35 anni, davvero mi sentirei a disagio a
proseguire oltre nella guida della Giovane Italia. Continuerò, per
storia e per formazione, a lavorare in ogni sede perché la Giovane
Italiaabbia il battesimo e gli strumenti che merita. E sarò sempre a
disposizione di chiunque abbia bisogno del mio aiuto.

Ma lascio il testimone. E so che verrà raccolto prontamente, non da
uno, ma da una moltitudine. Gente che si batte, senza paura, come quei
mille ribelli che al seguito di un vecchio generale inviso ai
politicanti dell’epoca innalzarono una nazione dove prima non c’era.
Oggi come allora, il nostro popolo ha bisogno di una generazione a cui
affidare le proprie speranze. E io so che quella generazione esiste, e
può tantissimo se saprà credere in se stessa, e se sapremo crederci
anche noi.

È ancora il tempo della Giovane Italia.

Grazie di tutto, ragazzi".

Scena Gladiatore battaglia al Colosseo

I tweet del giorno...




Oggi twitter ci regala perle di ironia, perfidia e divertimento: ne proponiamo alcune...


Nativi digitali: Brunetta con l'iPad.
Sarcastico (il migliore...)
 
c'è un nuovo morbo che si sta diffondendo tra i politici...l'uso del congiuntivo quando non serve...
Ironica


Riccardo Luna@riccardowired
Petrini: Viviamo in una società dove si spende più per dimagrire che per mangiare /
Filosofico



 Andrea Di Sorte@andreadisorte
Sto scrivendo un post sull'inutilità dei congressi nel Pdl.
 scrivendo un post sull'inutilità dei congressi nel Pdl.
Dell'Essere o del non essere


 Il Foglio@ilfoglio_it
Auguri Lolita, speriamo che e non chiedano a Boccassini di arrestarti in quanto troia
Classico nostalgico

@Pautasio
 Luca Pautasso
Tra i candidati alle primarie del manca solo Tafazzi. Il quale tra l'altro sarebbe il miglior interprete dello spirito del momento.
Autolesionistico...

Pier Luigi Bersani@pbersani 
la finanza non solo osserva la realtà, ma la crea. Abbiamo bisogno di una politica che sappia creare la realtà (lo staff)
D'Annunziano...
Selvaggia Lucarelli@stanzaselvaggia
Gentili Dipollina e Repubblica a citare l'hashtag fingendo che sia stato autogenerato e che io non c'entri...
Vendicativa


BellezzaRara@valesarastella
Io credo che dovremmo solo avere il coraggio di dare coraggio ai nostri figli, e non rubare loro la speranza ascoltando le nostre paure.
Saggia




Governo Monti: fiducie, voti Pdl in libera uscita...



Nessun commento: valgono i numeri.
Le tre fiducie di mercoledì 13 sugli articoli 10, 13 e 14 sull'anticorruzione 
 scorso hanno registrato l'erosione dei voti del Pdl (210 deputati).
Prima fiducia:
176 sì
 3 no
6 astenuti
22 non partecipano al voto.

Seconda fiducia:
146 sì (-30)
2 no (-1)
25 astenuti (+19)

Terza fiducia:

145 sì
1 no
21 astenuti
40 non partecipano al voto (+22)


Voto finale sul provvedimento, avvenuto l'indomani, giovedì 14:
99 sì (-77 rispetto al primo voto)

2 no (-1)
38 astenuti (+32)
61 non partecipano al voto (+39)

Domanda semplice semplice: ma perché non fate un gruppo politico costola Pdl anti Monti?
Almeno per 'pararvi' il sederino alle prossime leezioni...

Annarella, giacobina, 'grazia' Napolitano e Fini (Agenzia Dire)



(DIRE) Roma, 15 giu. - Prima l'applauso dal fondo della piazza,
poi la captatio benevolentiae: "Preside', sei er meglio...". La
nonnina anti-casta, Annarella, avvicina a Montecitorio il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
   Il Capo dello Stato, accompagnato dal presidente della Camera
Gianfranco Fini, sta per salire in macchina, dopo aver
partecipato a un seminario sulla giustizia tributaria. Annarella
lo scorge dall'obelisco di piazza Montecitorio. "Preside',
preside'...", urla.
   Napolitano risponde al saluto ed anzi le si avvicina. Fini,
conscio del 'rischio verbale' a cui il presidente si sottopone,
mette le mani avanti: "Si', ma bbona eh, mi raccomando...", le
dice.
   Annarella non se lo fa ripetere: abbraccia Napolitano e lo
bacia. "Manteniamoci forti", ricambia il presidente. Il clima e'
sorridente, Fini puo' tirare un sospiro di sollievo. Ma la
nonnina 'terrible' non e' per niente domata. Approfitta della
guardia bassa dei suoi interlocutori e piazza la frase giacobina:
"Preside' glie dovemo taglia' la testa a tutti quanti a questi
qua", sibila indicando Montecitorio.
   Fini sbotta: "Eccola, te pareva...", commenta. Ma e'
Napolitano a trarre in salvo almeno i presenti dalla furia della
nonna anticasta: "Si' ma lui no, eh?", dice indicando il
presidente della Camera.


Questo capolavoro di lancio, dell'Agenzia Dire- diretta da Nicola Perrone- è stato firmato da 'rai', sigla di Alfono Raimo
(che oggi merita il Cicalino d'Oro!) .

Camera dei Deputati: l'estasi dei pianisti...quel 'titillar' d' impronte digitali...



(l'estasi della pianista...)

Il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini ce l'aveva messa davvero tutta.
Il malcostume dei 'pianisti', che per intere legislature ha dato scandalo trasformando
l'onorevole 'decadattile' normodotato  in una sorta di dea Kali, era stato definitivamente 'represso, attraverso l' 'amputazione' delle sue articolazioni fittizie, e conseguenti votazioni fallaci, deciso con l'inserimento ex abrupto delle impronte digitali.
Un gesto, quello di Fini, che suscitò la rabbia di molti deputati, soprattutto assenteisti, e lo sconforto degli onorevoli contorsionisti, la cui perizia tecnica veniva indicata al pubblico ludibrio e alla condanna generale.
Poverini, neppure uno straccio solidarietà per le incorse sciatalgie...
Eppure qualcosa è cambiato.
Gira voce, soprattutto tra i deputati centristi, che un sistema sia stato trovato per aggirare il ferreo controllo digitale, odiato alla stregua una cintura di castità...
Una modalità piuttosto 'erogena': basta titillare con una smodata insistenza il tasto elettronico per...
mandarlo in tilt.
Una sorta di onanismo parlamentare...pare stia colpendo i più
incalliti...gettando tutti in comprensibile estasi...
Sarà necessario un consulto medico...?

Pd: la Festa dell'Unità, i post marxisti si affidano al Vaticano



Il Pd si affida al Vaticano.
I comunitatori della Festa dell'Unità- non Trinitaria-  ha scelto come immagine il simbolo per eccellenza di Sacra Romana Chiesa: la cupola di San Pietro.
Bella trovata per un partito che ha fatto della laicità il primo comandamento della propria 'Bibbia'.
E' vero che si avvicinano le elezioni, e quindi è sempre meglio fare l'occhiolino a Oltretevere, che a Roma è il primo tra i poteri forti.
Ma dai tempi in cui la relegione veniva considerata  l'oppio dei popoli, il colpo d'occhio è davvero forte.
Neppure lo scudocrociato ai tempi di De Gaspari aveva mai osato tanto.
Si dirà è l'entusiasmo dei neofiti: chissà che l'ala
intransigente ex democristiana alla Fioroni e alla Bindi non stia egemonizzando il partito...Chissà che 'Casini' susciterà questa iconografia 'politicamente corretta' tra i duri e puri delle sezioni del Pd, come quella di via dei Giubbonari...
Di sicuro, il manifesto rispetta la 'cifra democratica' che ha sempre contraddistinto il Pd:
per questo poster infatti è stato indetto un concorso di idee vinto dal ventenne Livio Patriarca.
Del resto con un cognome così...
non ci si poteva che affidare ai Patriarchi della Chiesa...
per il miracolo!


mercoledì 13 giugno 2012

Governo: un trilateral a pranzo si digerisce meglio...




Come diavoli e acquasanta...
attorno a un tavolo di un ristorante della Galleria Sordi,
stavano discettando di tagli e sviluppo
Giarda, Bondi e Passera.
I primi due per decidere quali tagli attuare, l'ultimo, per decidere quali settori salvare.
Due contro uno...
Buona fortuna...






Camera dei Deputati: Stile Calabria...




La sua voce è poco conosciuta.
Il suo stile è sempre stato garbato.
Mai una caduta di stile, almeno in pubblico.
Mai una parolina fuori posto, neppure quando è necessaria al posto giusto.
Insomma, Anna Grazia Calabria, coordinatrice di giovani del Pdl,  è un esempio di savoir faire, almeno in apparenza:  
elegante e riservata, ottima dizione-ottimi studi Luiss, equilibrio e pacatezza;
insomma  il prodotto esemplare dell' universo di Berlusconi, che- quando gli riesce- crea creture politicamente corrette e perfette.
Eppure oggi, qualcosa è successo.
La bella Calabria- non sappiamo se altrettanto brava- in giacca bianca squadrata,  pantaloni neri stretti,
cellulare sulla mano sinistra, transitava davanti al chiostro della Camera dei Deputati gesticolando animatamente nel tentativo di divincolarsi dai fili dell'auricolare, e strillando al cellulare.
Camminava con le gambe leggermente aperte, come una cow girl...
Anna Grazia parlava all'interlocutore poco graziosamente con voce stentorea e tono pesante. Abbiamo dovuta guardarla con insistenza per accertarci che fosse davvero lei. 
Beninteso: non diceva nulla di che, non era neppure offensiva.
Stava semplicemente  spiegando all'altro, forse colpito da improvvisa sordità, il contenuto di un comunicato stampa.
Ma lo faceva con un accento che pareva uscito fuori da una bisca di Tor Bella Monaca.
Lei, sempre dalla dizione perfetta, sempre contrapposta alla Meloni per quel suo accento 'garbatello',
oggi sembrava la sorella di Enrico Brignano.


Camera dei Deputati: buvette in rosa...



In una coppa d'argento, accanto alla cassa dell'elegante buvette di Montecitorio,
gli onorevoli avventori possono degustare confetti rosa.
Un omaggio di mamma Nunzia e papà Francesco, in onore della loro bimba,
Gea, venuta al mondo neppure una settimana fa.
Confetti buonissimi per rendere meno amara una giornata di rabbiose fiducie...

martedì 12 giugno 2012

Fornero: ha tutti i numeri per...dare i numeri...




Cronaca semiseria delle dichiarazioni del ministro Fornero sugli esodati
di Bartolomeo Colleoni

La ministra Elsa Fornero da San Carlo Canavese s’è rivelata subito un fenomeno: al vernissage, cioè alla prima conferenza stampa del governo tecnico, il 16 novembre scorso, ha impallato con il volto grinzoso le telecamere delle reti unificate e ha cominciato a lacrimare dalle rughe. «Meglio della  madonna di Civitavecchia», ha sibilato fra sé e sé uno dei novelli colleghi, ignaro di essere captato dal grande orecchio di Giarda, e quindi denunciato a Monti.
Non avendo le misure giuste delle ex ministre non-tecniche, come di quella alle Pari opportunità di cui ha assorbito la delega, sommandola al Welfare; ma possedendo, almeno sulla carta, i titoli di economista e accademica, la neoministra s’è messa subito all’opera per riformare le pensioni. Quelle degli altri, ovviamente.
Fornero ha focalizzato il suo know-how soprattutto sulla bellezza astratta dei numeri, freddi indicatori senz’anima, quindi perfettamente tecnici, quindi crudeli. Ed ha iniziato a darli, i numeri. A partire dai cosiddetti esodati.
Ecco un sintetico ipse dixit degli ultimi due mesi e mezzo della ministra.

30 marzo: «Abbiamo fatto una riforma delle pensioni seria e severa che ha portato cambiamenti importanti. Si sono creati problemi, gli esodati sono uno dei problemi. Sono di più dei conti che abbiamo fatto (65m il a, ndr). Troveremo una soluzione equa».

5 aprile: «I numeri che sono circolati sui cosiddetti esodati (350m il a, ndr) non ci permettono ovviamente di dare risposte a tutti».

12 aprile: «La questione degli esodati è delicata, ognuno dà i numeri come gli pare. Noi faremo un comunicato dopo le ore 17».

12 aprile, nota del ministero al Welfare: «Accertato il numero in 65m il a». E poi: «Proprio per rispetto verso queste persone, il ministro Fornero ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un’analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione. Si è data così risposta  a una situazione di comprensib il e ansia per migliaia di persone, fugando un ingiustificato allarmismo». Le ultime parole famose.

19 aprile, rispondendo a un’interpellanza alla Camera: «Il termine esodati è orrendo. Pure salvaguardati è orrendo». Un suo collega sibila il termine giusto per definire tutti quelli che non hanno più lo stipendio e neanche la pensione. Giarda capta e riferisce a Monti. Che s’irrigidisce come un palo.  

3 maggio: «A giorni il decreto per 65m il a salvaguardati».

9 maggio, Fornero ai sindacati: «Pronto il decreto per 65mila esodati».

14 maggio: «Il decreto sarà emanato entro fine maggio. Insisto nel dire che è bene separare la condizione di chi è in prossimità della pensione da quella di chi non sappiamo ancora bene identificare e verrà invece a trovarsi in questa situazione negli anni futuri».

22 maggio: «Il decreto sui 65mila esodati è pronto ma mancano le risorse per gli altri». Andiamo bene.

A fine maggio nel governo serpeggia il sospetto che di lì a poco sarà smascherato il bluff dei numeri.

31 maggio, alla radio la ministra dice: «Tutti sbagliamo, abbiamo fatto la riforma delle pensioni in 20 giorni». Si vede.

1 giugno, Monti e Crudelia Fornero firmano il decreto per i 65mila esodati.

11 giugno, l’Inps invia una relazione al ministero: gli esodati sono 390m il a e 200.

Oggi, 12 giugno, ore le rughe di Crudelia Fornero sprizzano rabbia: «La relazione Inps – dice – è parziale e non spiegata e la sua diffusione è stata irresponsabile e fatta per danneggiare il Governo».

Sempre oggi, ore 13: «Nel settore privato, le strutture responsabili della diffusione di un documento parziale e non spiegato, come quello dell’Inps sugli esodati, sarebbero sfiduciate». Già, e ai tecnici dei governi che sbagliano i numeri, cosa dovremmo fare?

Ancora oggi, ore 13: borse europee tutte positive, con l'unica eccezione di Milano. Spread a 476 punti. Tra parentesi: il 12 novembre 2011, il sabato delle dimissioni del Cavaliere, lo spread era a 460.

Sempre oggi, il grande orecchio di Giarda, programmato per captare anche lo spettro dell’umanamente impercettibile, ha brillantemente registrato il seguente dibattito fra i banchi dei ministri, mentre la Fornero era alla toilette per la consueta pausa-collagene. Eccolo. «Una così riuscirebbe a far crescere lo spread pure della Germania, regaliamola alla Merkel, assieme ai libri che ha scritto». « La Merkel non è mica Monti, mai ci cascherebbe». «Sfruttiamola piuttosto per la ricchezza che può produrre: sa lacrimare dalla rughe, esponiamola in una edicola sacra del centro storico e facciamola piangere ogni 16 novembre». «No, spaventerebbe i turisti». «Allora diamole la delega ad Halloween».


Giustizia: la tensione si stempera al ristorante...


Piazza delle Coppelle.
Seduti insieme a condividere cristianamente lo stesso desco,
il casiniano Roberto Rao, il responsabile della Giustizia per il Pd, Andrea Orlando e...
il vicepresidente del Csm, Michele Vietti.
Atmosfera molto amichevole, rilassata, per taluni, come Orlando, con qualche cedimento di stile.
Seduto stravaccato sulla sediola,  ascoltava con attenzione le argomentazioni del vertice del Consiglio Superiore della Magistratura.
Di cosa stavano parlando?
Dell'anticorruzione?
Della riforma della giustizia?
Dell'ultima novità vitivicola offerta dal noto ristorante che li ospitava?
Stavano a Casa Coppelle.
E quando si sta a casa tutto può essere.
Sicuramente non avevano nulla da nascondere, essendosi
attovagliati alla luce del sole.
Il cielo, però, appare un po' nebbioso.
Chissà che non si prepari un
temporale parlamentare...


Palazzo Chigi: fanfare, tromboni e Nannarella...





A Piazza Colonna arriva il pullman della banda dei Carabinieri.
Scendono i militari con la fanfara, le trombe, le grancasse.
Li intercetta una vecchietta, canuta,  vestaglia lilla indosso.
E' Annarella, la nonnina che le canta a tutti i politici che hanno la 'sciagura' di incontrarla.
Una volta prese di petto il ministro Bossi che una volta tanto abbozzò...
"Andò  annate?", chiede al Carabiniere che la guarda stralunato.
"Annate a suona' a Berlusconi", dice senza aspettare la risposta.
"Ma Berlusconi non c'è più" osserva l'orchestrante gradutato.
E lei, perfida: "Se vabbe'...Ma è ancora lui che comanna"...
Risate generali...


Palazzo Chigi: un parcheggio di autoblu...




Piazza Colonna, ore 10 trasformata in un parcheggio di autoblu.
Oggi non c'è Consiglio dei ministri, quindi le vetture sono dei dirigenti
impegnati in una riunione convocata nella sede del Governo.
Alle ore 9 è stato calendarizzato il Comitato Guida Piano Strategico per il Turismo. 
Turismo in autoblu... 
Ma come non le vedete?
Vero.
il Tecnopremier dice di averle diminuite.
Siamo noi che abbiamo le visioni...

lunedì 11 giugno 2012

Camera dei Deputati: Ajello sputa nel piatto...




Amarezza tra il personale del ristorante della Camera.
Amarezza tra i giornalisti.
Amarezza tra i travet.
Oggi il pezzo di Mario Ajello sul Messaggero nel quale preannuncia l'ultiore taglio anti-casta-la soppressione del ristorante a uso dei deputati- ha suscitato malessere generalizzato.
Tra i commessi addetti all'onorevole desco, che non hanno mai fatto uso di espressioni vernacolari con i deputati.
Tra i colleghi giornalisti, ritratti come crapuloni degni di essere 'pizzicati' da Umberto Pizzi e sputtanati su
'Cafonal'...
Tra i dipendenti della Camera, ogni giorno costretti a file sempre più consistenti e che proprio non ci stanno a dover dividere il 'magro piatto' con i deputati, poco inclini al regime dietetico.
Insomma, chi per una ragione, chi per un'altra...in tanti si sono
sentiti vulnerati nella loro dignità (gli on.), nella loro professionalità (i giornalisti), nella loro povertà (i travet)...
Eppoi, malignano, parla proprio lui che quando viene qui, fa comunque parte di quel 'magnamagna' che ora critica.
"Sta sputando sul piatto dove ha mangiato senza troppo moralismo" osserva un collega del giornalista, autore tra l'altro del libro
 'L'inchiostro del Diavolo'.
"Quando viene qui- ma viene sempre più raramente-va sempre a mangiare al ristorante", riferisce un altro.
Da ora in poi, sarà più difficile vederlo, di sicuro in pochi gli augureranno 'buon appetito'.
Non è mai cosa saggia dichiarare guerra a tutti.
Potrebbe realizzarsi la strategia bellica  di Mao Zedong:
"Il nemico del mio nemico è mio amico".
Chissà che a Mario serva un assaggiatore.
Perché quando il diavolo ci mette lo zampino...


Pezzo Ajello sul Messaggero

Ps. siccome il Cicalino viene- purtroppo- preso seriamente, si avvisano i signori 'catastrofisti' e 'complottisti', che
non stiamo minacciando nessuno...
stiamo solo scherzando...
Quindi nessun allarme!
Riponete nel calamaio'L'inchiostro del Diavolo'...







venerdì 8 giugno 2012

Pd: No Marrazzo, no party



Al grido di no Marrazzo, no party, gli ex amministratori regionali del Pd si sono radunati, curvi e a capannello, di fronte l’alzabandiera del «no alla discarica», dove ora c’è una grossa cavità, in quel di Riano. E lui è arrivato, con quella camminata tutta sua, in un bell’abito bianco come la polvere che un video amatoriale ha ripreso ben ordinata, a strisce, in un sottoscala bollente di via Gradoli.
Scalfito da nulla, l’uomo che in cinque anni di presidenza alla Regione Lazio non è riuscito ad approvare un simulacro di Piano rifiuti, né a chiudere Malagrotta, ma è riuscito, questo sì, ad accumulare tanti incarichi paralleli da poter riempire un incunabolo; l’uomo che, colto in fallo, ha centrato l’obiettivo di darsela a gambe senza perdere stipendio e pensione, ieri, a Pian dell’Olmo, s’è aperto all’abbraccio caldo dei suoi ex sodali di governo. Scalfito da nulla, l’uomo senza faccia s’è manifestato a loro con la stessa maschera di quando alla Pisana, ingent il ito da una visitina mattutina a via Gradoli, arringava l’aula consiliare discettando di morale, etica e buoni valori politici. Ma s’è manifestato anche con lo stessa maschera che mostrava a Villa Piccolomini, o nei ristoranti del centro della capitale, dove, accompagnato da autista e auto blu – sette macchine cambiate in cinque anni – banchettava con i soldi dei contribuenti. O a Bruxelles e a Pechino, che amava visitare sobriamente in limousine, con i vetri oscurati.
«Marrazzo abita a Riano, ma non è per questo che protesta contro una discarica proprio a Riano», ha dichiarato con un grado di convinzione inferiore o uguale alla zero, Montino Esterino del Pd.
Lo stesso Montino Esterino del Pd, mai eletto dai cittadini, ma nominato vice dallo stesso Marrazzo, e divenuto poi reggente del soglio regionale dopo l’accensione dei riflettori sui bollenti sottoscala di via Gradoli.
No Marrazzo, no Party. Così gli uomini del Pd hanno fatto l’alzabandiera di fronte al grande buco di Pian dell’Olmo, che il democratico partito desidera riempire di nulla, invocando l’uomo senza faccia, ma con la maschera, che abita proprio lì, a due passi. E lui, a grande richiesta, vestito di bianco, di bianco come la polvere, è tornato.
Poveri noi.

Riano: spunta pure l'ex vice 'monnezzaro'...



Sguardo preoccupato e guardingo: l'ex di Marrazzo, esponente di rilievo del Pd, Esterino Montino, per lungo tempo vice del Governatore e reggente dopo la crisi trans-sexual, si aggirava ieri nel tardo pomerigio per le tendopoli dei manifestanti. 
Ma dopo le contestazioni, come un volpino braccato, ha preferito trovare rifugio nelle fratte della campagna rianese.
Pare che nessunn giornalista, ancorché presente, abbia 'registrato' le proteste agli ex amministratori della Regione.
C'è puzza di discarica: e la popolazione di Riano non vuole inquinarsi col Pd...

Riano: si parla d'immondizia, arriva Marrazzo, il 'monnezzaro'...




Toh: si parla d'immondizia a Riano e guarda chi arriva:
Piero Marrazzo, l'ex presidente della Regione Lazio, al centro di uno scandalo 'trans-sexual'. 
Oggi è stato visto mentre passeggiava serenamente di bianco vestito, come Hunphrey Bogart in 'Casablanca', tra la folla dei dimostranti che protestano contro la localizzazione del sito della futura discarica a Pian dell'Olmo.
Vorrà dare qualche consiglio?
Del resto, in virtù dell'esperienza accumulata durante il suo incarico di Governatore del Lazio,lui di monnezza se ne intende...


martedì 5 giugno 2012

Pdl: Ravetto alla Camera in pantacollant...



Le donne del Pdl hanno fatto dello stile la loro cifra
politica ed esistenziale.
Sempre griffate, sempre eleganti, sempre provocanti o provocatorie, ma mai scontate, banali o men che mai sotto tono. Semmai sempre sopra le righe...
Ma, almeno oggi, l'eccezione l'abbiamo trovata.
La deputata Ravetto indossava un paio di pantacollant neri che mettevano in estrema evidenza le sue gambe a 'o',
e l' eccessiva magrezza.
Saranno gli stessi che usa per fare yoga?...
Su ballerine nere, sgattaiolava in Transatlantico ben visibile con indosso giacca bianca con spalline squadrate.
Aveva l'aria di una cameriera in servizio permanente
alla Camera dei Deputati.
Si consiglia vivamente cura ingrassante e/o ricostituente
e consulente d'immagine.
Solo d'immagine, però.
Perché, a differenza di altre, la verve politica non le  manca.




Pdl: Congressi? Ma de che...?



Conversazione in Transatlantico tra esponenti del Pdl:
- Ma tu ha il congresso ora...
L'altro sgrana gli occhi...
e senza neppure rispondere verbalmente...
alza gli occhi al cielo.
Con un gesto assai eloquente...
piega il braccio sinistro,  stringe la mano e mette le dita a grappolo.
Congresso? Ma de che...?
Lui era il deputato Sammarco, coordinatore romano del (l'ex) Pdl...

Camera dei Deputati: Melchiorre rockstar...




Un lato b di tutto rispetto, inguainato in jeans attillatissimi che esaltavano le forme tondeggianti in un corpo piuttosto esile.
Tacchi 12 a spillo.
Chiodo nero stretto in vita.
Chioma nera corvina abbandonata sulle spalle.
La deputata del gruppo Misto, eletta nel Liberali, Daniela Melchiorre, di cui ben si conoscono le doti del lato a...,  oggi ha preferito cambiare prospettiva, esaltando con questa mise lati nascosti della sua snella figura.
Sembrava però una rockstar degli anni '80.
Uno stile fuori luogo che ha suscitato i commenti velenosetti di alcuni deputati del Pdl.
Abituati, evidentemente, ad altre fogge più sobrie...
 

Rai1.it: poi parlano di cultura...



Rai carrozzone di Stato... e di ignoranti...
Sul sito www.tg1.it, nella pagina culturale, campeggia un titolo a caratteri cubitali.
Superando, con non poca fatica,  la nostra idiosincrosia per gli errori siamo costrette a ridigitare
l'orrore: 
"Qual'è il tuo luogo del cuore".
Qual è, cari 'raisti' culturali si scrive senza apostrofo perché trattasi di troncamento e non si elisione...
A fronte di tanta volgarità ortografica...il nostro luogo del cuore...
non è la Rai... 




lunedì 4 giugno 2012

Il Governo Monti certifica gli italiani rinunciano al fumo, chissà perché...




Curioso comunicato stampa sulla homepage di Governo.it.
Il Governo Monti ha scoperto che gli italiani fumano molto di meno rispetto allo scorso anno. Noi sappiamo perché, ma lui, il Tecnopremier no.
Colui che ha mandato in fumo i risparmi di una vita di tante famiglie italiane, che ha reintrodotto la (ex) Ici sulla prima casa, che ha aumentato le tasse, non sa perché gli italiani stiano rinunciando alle 'bionde'.
Con estremo candore, il comunicato afferma:
"Diminuiscono in Italia i fumatori: nel 2011 erano il 22,7% della popolazione che ha più di 15 anni, nel 2012 ne rappresentano il 20,8% per un totale di 10,8 milioni di persone. Un calo quindi di quasi 2 punti percentuali, con un picco in discesa per le fumatrici, diminuite di 2,4 punti percentuali. Oltre l’80% dei fumatori crede, però, di essere in buona salute; si deve, pertanto, lavorare ancora per aumentare la consapevolezza del rischio, poiche è ancora troppo basso l’accesso ai centri antifumo".
Gli italiani rinunciano al fumo tanto quanto la popolarità di Monti.
Che va in fumo.

venerdì 1 giugno 2012

Sondaggio Spincon: Per Berlusconi son...Meloni...



Secondo il celebre istituto di sondaggi online, Spincon, tra i pochi accreditati presso la Presidenza del Consiglio, Bersani sarebbe in cima alla lista dei politici che gli italiani sceglierebbero come futuro premier. Alla faccia dei volti nuovi e del ricambio generazionale, con l' 8,8% dei consensi, 'culatello' (cit. dagospia) supera addirittura il suo compagno di partito e 'nemico giurato', Matteo Renzi.
Il sindaco fiorentino che piace a mamme e casalinghe, dal canto suo fa mangiar polvere nientemeno che a rigor Monti e Angelino Alfano.
Ma è qui che arriva il bello... a sopresa la classifica riesuma Romano Prodi, che qualcuno già indica come futuro Presidente della Repubblica e, notizia che conforta le giovani generazioni, vede la Meloni nientepopodimenoché davanti a Silvio Berlusconi. Roba da 'scherzi a parte' per il povereo 'Banana'!!
Infine al 12° ed ultimo posto troviamo Montezemolo, stranamente infilato tra i politici.
Più interessante forse e un po' meno pittoresca la top twelve dei 'non politici', dove Draghi, Giannino e Saviano (!!!!) conquistano il podio, seguiti da Marchionne Ferrara Grasso, Caselli e
Marcegaglia.
Il dato che stupisce di più è l'assenza del tanto decantato Corrado Passera.
Dell'ex enfant prodige della finanza, in classifica, nemmeno l'ombra..